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venerdì 26 aprile 2013

Pena

Cari Amici,
Frau Merkel dice che stando all'economia tedesca i tassi dovrebbero salire.
Ma i principali Paesi europei in crisi (Francia, Italia e Spagna) chiedono invece un calo dei tassi per creare investimenti e lavoro. In sostanza, ci vorrebbero due monete in Europa, una per la quale abbassare i tassi e una per rialzarli.
Ma l'euro è uno solo e, ormai, è una coperta troppo corta che copre ben poco.
Nel frattempo, Frau Merkel dice di provare pena per Mario Draghi e per il suo compito.
Ma che cosa prova la Cancelliera per i milioni di disoccupati sempre più imbufaliti che affollano le strade d'Europa?
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco

sabato 3 novembre 2012

Sincronia

Cari Amici,
la crisi economica sarà ancora lunga e difficile da affrontare. Secondo la cancelliera tedesca Angela Merkel «ci vorranno più di cinque anni per superarla, o forse anche più», mentre da noi il premier Monti dice di vedere la luce alla fine del tunnel. Allora o il tunnel è lunghissimo e Mario Monti ha una vista d'aquila, oppure la signora Merkel, che sino ad oggi non ha mai manifestato così apertamente il suo pessimismo,  ha torto. Non credo a quest'ultima ipotesi. Penso invece che la crisi non sia arrivata neppure alla metà del suo percorso e che (ancora) non si siano trovate le ricette per curarla.
L'orizzonte è scuro (disoccupazione, debito, recessione) e ci si balocca con palliativi.
Un caro saluto

Gianfranco

venerdì 19 ottobre 2012

Sovranità

Cari Amici,
si sta consumando lo strappo tra Germania e Francia su una questione fondamentale per il futuro dell'Europa.
La signora Merkel vuole imporre controlli sovranazionali sulle politiche economiche dei paesi euro mediante l'introduzione di organismi nuovi, commissari speciali, agenzie di credito, supervisori in base ad un  semplice principio: chi paga di più per risanare l'Europa, e la Germania lo fa, ha il diritto di controllare come spendono i paesi in crisi.
La Francia, gelosa delle proprie autonomie, non tollera alcuna intrusione comunitaria nella  sovranità nazionale. Su questo dibattito potrebbe consumarsi uno strappo tale da spingere la Germania ad uscire dall'euro. In mezzo c'è l'Italia di Mario Monti che media tra i due colossi europei, mentre l'Inghilterra, che tanti anni fa scelse la clausola 'opt out', si chiama fuori ed osserva con attenzione i problemi degli altri.
Un caro saluto

Gianfranco

giovedì 6 settembre 2012

Stagflation

Cari Amici,
il dado è tratto: la Banca Centrale Europea stamperà moneta per aiutare i paesi indebitati e salvare l'euro.

La conseguenza è una sola, e si chiama 'stagflation' una parolaccia che significa inflazione e ristagno economico. Ci andranno di mezzo lavoratori, pensionati e in genere le categorie economiche meno protette mentre ci guadagneranno gli speculatori e chi ha esportato valuta.

Sorge ora il dubbio: i tedeschi saranno disposti ad accettare la stagflation? Avete già sentito le critiche rivolte alla Bce dai media e dai politici tedeschi: l'anno prossimo in Germania si vota e saranno in molti quelli che presenteranno il conto a Frau Merkel.
Un caro saluto

Gianfranco

martedì 31 luglio 2012

Il bivio

Cari Amici,
siamo arrivati alla stretta finale? Veramente la Bce potrà a breve termine svolgere il ruolo di una vera banca centrale, creare liquidità, acquistare i titoli di debito del proprio Stato (nel caso della Bce dei propri Stati) e fare una politica monetaria finalizzata alla crescita e allo sviluppo?

I politici europei fanno capire che si va in questa direzione attraverso il salvataggio dell'euro. La destra tedesca scalpita e promette sfracelli contro Frau Merkel. E la speculazione? Resta in attesa, dopo l'euforia degli ultimi giorni. Attenzione però, perché il fatto che l'oro e il franco svizzero rimangano sui massimi non depone in favore della scelta proeuropea.
Tra qualche giorno ne sapremo di più.
Un caro saluto

Gianfranco

giovedì 26 luglio 2012

Conflitti

Cari Amici,
sono bastate poche parole di Mario Draghi per capovolgere la situazione dei mercati finanziari e ridurre lo spread: «All'interno del proprio mandato, la Bce è pronta a fare qualunque cosa per preservare l'euro, e credetemi, questo basterà», ha dichiarato Draghi  con determinazione ad un convegno. Benissimo, ma quali sono i limiti del mandato di Draghi? Li conosciamo e, purtroppo, li conosce anche Frau Merkel, attualmente in vacanza in Italia: o si fa inflazione o si annega nella recessione. Peccato che le grandi banche internazionali, le vere detentrici del potere, la pensino in maniera diversa.
Secondo Citigroup, all'80 per cento, la Grecia farà default entro 2 o 3 mesi. Sarà perchè le grandi banche finanziano gli speculatori che in questo momento puntano a spaccare l'euro?
I conflitti di interesse non mancano in questo mondo finanziario sempre più cinico e baro.
Un caro saluto

Gianfranco

lunedì 23 luglio 2012

Bluff...

Cari Amici,
ormai la Grecia sta per lasciare l'euro e l'Eurozona, anche se a parole deplora il possibile evento, è convinta che prima Atene se ne andrà meglio sarà per tutti.
Lo dicono anche i soloni, quelli che sino a pochi mesi fa sostenevano che la costruzione finanziaria dell'Europa era solida. Tuttavia non siamo ancora al "si salvi chi può" e il percorso non è chiaro: c'è chi dice che la Germania starebbe bluffando e che dietro l'apparente durezza della signora Merkel ci sarebbe la volontà di saggiare la resistenza di Spagna e Italia, saggiarne il limite e poi cedere su eurobonds. Insomma, spingere l'Europa sull'orlo della rottura e poi fare retromarcia.
Lo vedremo presto.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco

lunedì 16 luglio 2012

Nonsenso - 2

Cari Amici,
c'è un altro non senso che sta facendo di questi tempi il giro del mondo.
Pare che  in Europa sussista il pregiudizio in base al quale se la Banca Centrale finanzia il debito pubblico del proprio Paese (vale a dire, se acquista i Bot e Btp emessi dal Tesoro dello stesso Paese) si ritiene in via di pregiudizio che il governo del Paese crei inflazione.
Nulla di più errato, sostengono gli esperti d'oltreoceano e lo dimostra la recente storia economica degli Stati Uniti: la Fed ha profuso almeno 4.000 miliardi di dollari per salvare le banche (Piano Tarp) e rilanciare l'economia. La più vasta creazione di moneta nella storia americana non ha creato inflazione ma ha portato alla deflazione del debito.Provate a fare la stessa domanda a Frau Merkel e ai falchi della Bundesbank: non vi daranno mai ascolto.
Sono le banche commerciali a creare inflazione con i loro comportamenti speculativi che moltiplicano le bolle. Che poi vengono ripianate dagli Stati.
Un caro saluto, un arrivederci allo spread a quota 500

Gianfranco

sabato 7 luglio 2012

Il Gobbo

Cari Amici,
dopo il bluff dell'avvio di settimana i nodi vengono al pettine.
Scrive oggi Federico Rampini su Repubblica: «Avevano ragione dunque quei "maligni" del fronte euroscettico angloamericano, dai grandi media Usa agli uffici studi delle banche di Wall Street e di Londra, che non credettero alla versione del trionfo di Mario Monti su Angela Merkel». Io ero e resto uno di quei maligni perchè seguo il pensiero del Gobbo, al secolo Giulio Andreotti: «A pensar male si fa peccato ma si indovina bene».
I guai finanziari del mondo restano, sono sempre lì su di noi: Spagna, Grecia. Italia. I vertici europei e mondiali non servono a nulla per il momento perchè nessuno prende le giuste decisioni.

Mi rimangio dunque le scuse della settimana scorsa.
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco

sabato 30 giugno 2012

Scoramento

Cari Amici,
in questo caldo fine settimana mi sono letto i giornali, ho consultato i siti che contano, parlato con qualcuno e, dopo lo scoramento di ieri (di cui chiedo scusa) sono giunto a queste conclusioni.
La signora Merkel doveva dare una soddisfazione morale a Mario Monti, in caso contrario al prossimo vertice si sarebbe trovata di fronte un italiano ostile all'euro (senza contare il rischio di una crisi politica "al buio" in Italia); i 120-130 miliardi di aiuti per la crescita erano già stati preventivati.
Credo che le misure dei vari fondi salvastati abbiano lo scopo di preparare il sistema bancario ad affrontare il nodo Grecia che sta venendo al pettine. La Grecia, ricordiamo, ha presentato al summit un memorandum con il quale si chiede di rinviare di due anni le misure di austerità. Un ricatto vero e proprio al confronto del quale quello di Monti sulla Tobin Tax fa ridere.
Ora i riflettori si spostano sulla Grecia che, stando alle notizie della settimana scorsa, dal mese prossimo non avrà più i soldi per pagare stipendi e pensioni. L'ora della verità sta per arrivare, e presto.
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco

giovedì 28 giugno 2012

L'untorello

Cari Amici,
più la Cancelliera dice no agli eurobonds, più cresce il suo consenso presso gli elettori tedeschi, almeno un punto a settimana. Ecco perchè credo che dal vertice in corso a Bruxelles uscirà ben poco.
L'untorello Monti, che vuole ricattare la Germania con la Tobin Tax in cambio di misure antispread, verrà a casa a mani vuote. Forse, come unica consolazione, otterrà qualcosa sul fronte bancario ma poco o nulla sul fronte del debito.
Intanto il Pil sprofonda e di ripresa non si vede neppure l'ombra.
Un caro saluto

Gianfranco

mercoledì 27 giugno 2012

Week end

Cari Amici,
non so se Mario Monti riuscirà a portare a casa qualcosa nonostante la sua disponbilità a trattare ad oltranza. So però che la signora Merkel ha detto che non si deve puntare a soluzioni veloci, come sarebbe quella degli eurobond. Questi sono obbligazioni emesse congiuntamente dai paesi europei dell'euro con apporti basati sul peso specifico delle singole economie, che andrebbero  a sostituire gli 8.500 miliardi di euro di debito pubblico europeo (di cui 1.950 dell'Italia). Diciamo che se la Germania vale il 30 per cento del Pil europeo, si deve accollare almeno 2.500 miliardi di questi eurobond, mentre l'Italia, che vale il 16 circa, se ne accollerebbe 1.300, con un indubbio vantaggio per i suoi conti.
Di qui la riottosità dei tedeschi, che non intendono pagare per gli evasori fiscali italiani, mentre i francesi non sembrano disposti a sacrificare la loro sovranità in cambio di un possibile aiuto tedesco. Così l'Europa è in preda agli egoismi e non si approderà a nulla. Unica soluzione possibile, suggerita ancor oggi dall'Herald Tribune, sarebbe l'uscita della Germania dall'euro.
Poche illusioni quindi per questo fine settimana: credo che i tedeschi vinceranno gli europei di calcio e anche quelli della finanza.
Un caro saluto

Gianfranco

venerdì 22 giugno 2012

Fuori dai denti

Cari Amici,
mi dicono che nel corso dell'ultima riunione del G20, Madame Lagarde abbia perso la pazienza nei confronti di Frau Merkel e, passando dal Lei diplomatico al più diretto tu, le abbia detto fuori dai denti: «O fai così oppure qui finisce molto male». Intanto oggi, a Roma, anche Mario Monti ha risposto per le rime al Cancelliere tedesco ricordandole che nel 2003 furono Francia e Germania a uscire dai parametri comunitari.
I due episodi dimostrano che la tensione sta logorando i nervi dei politici che abbandonano le consuetudini burocratiche e iniziano a parlare fuori dai denti. Meglio così, almeno dalle segrete stanze esce qualcosa.
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco

martedì 19 giugno 2012

Spagna

Cari Amici,
la questione spagnola torna di prepotenza alla ribalta. 
Alcuni analisti di rilievo hanno calcolato che per turare le loro falle immobiliari alle banche spagnole occorrerebbero almeno 400 miliardi di euro. L'Unione Europea ne ha dati 100, per di più con l'elastico perchè i mezzi sono stati forniti dallo Stato spagnolo che ha così appesantito ulteriormente i suoi bilanci. I mercati lo sanno e ieri lo si è visto... Insomma, con le elezioni greche non si sono chiuse le turbolenze anzi: dopo il Niet della signora Merkel di fronte ad ogni possibile revisione degli accordi con Atene bisogna prepararsi al peggio
Un caro saluto

Gianfranco

martedì 29 maggio 2012

Il Trilemma

Cari Amici,
tra i dati di questa mattina ne spicca uno in particolare: in Spagna i consumi calano da un mese all'altro del 10 per cento circa. D'altra parte, che cosa vi attendete da un Paese che ha una disoccupazione del 25 per cento, un'economia asfittica per lo scoppio della bolla immobiliare e una moneta forte come l'euro?
Eccolo qui il trilemma, nella sua cruda realtà: moneta forte, consumi deboli e disagio sociale. A questo trilemma ci stanno portando la Bce, Angela Merkel, Mario Monti e le varie ideologie liberistiche. Come diceva un vecchio saggio: "Fermate il mondo, voglio scendere".
Un caro saluto

Gianfranco

lunedì 14 maggio 2012

Che sorpresa...

Cari Amici,
Angela Merkel subisce una seria sconfitta elettorale, l'ennesima, nel Nord Reno Westfalia. Quando la settimana prossima Francois Hollande si presenterà a Berlino, si troverà di fronte un Cancelliere dimezzato. Anche la Germania sembra stanca della linea del rigore, perché le elezioni sono state vinte dai socialisti che puntano alla crescita. Ne vedremo delle belle.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco

martedì 8 maggio 2012

Olimpiadi, tempo, calcio e altre amenità

Cari Amici,
dice il cancelliere tedesco: Hollande è il benvenuto, ma il rigore non si tocca. Allora, di che parleranno i due (o i tre, se Monti ce la farà ad inserirsi nel dialogo): del tempo, di calcio, delle Olimpiadi? Se è vero che la Germania intende far soffrire i Piigs prima di allargare i cordoni bella borsa, quanti altri suicidi saranno necessari per un nuovo corso?
Un caro saluto

Gianfranco

P.S. Vi chiedo scusa: nel post di ieri ho scritto che le consultazioni in Grecia passavano al Pasok. Non è vero, oggi tocca al secondo partito, Syriza. Dopo sarà la volta del Pasok.

sabato 21 aprile 2012

Tempo di elezioni

Cari Amici,
domani si vota in Francia per le politiche, ma la giornata decisiva per le sorti dell'Europa sarà domenica 6 maggio. Posso tratteggiare qualche previsione? Si aprono alcuni scenari interessanti.
Se in Francia dovesse vincere Francois Hollande e in Grecia, contemporaneamente, i partiti uscenti (Pasok e Nea Democratia n.d.r.) non arrivassero ad avere la maggioranza, allora si avrebbero grosse novità, con la Grecia che uscirebbe dall'euro e l'accentuazione dello scontro tra Francia e Germania sulle politiche finanziarie. In altre parole, finirebbe la diarchia Merkel-Sarzozy nella gestione dell'austerità come unico sistema per uscire dalla crisi e alla fine dello scontro la Germania potrebbe decidere di uscire dall'euro tornando al suo marco. Vincendo Sarkozy cambierebbe poco, però in Europa la recessione si esaspererebbe e si andrebbe verso un ulteriore inasprimento delle tensioni sociali.
I difensori dello status quo cercheranno di condizionare il voto, magari con un downgrading della Francia tra qualche giorno, con tensioni monetarie e con la prospettiva di apocalissi finanziarie. Ne vedremo delle belle, speriamo solo che il popolo francese resista alle pressioni.
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco