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venerdì 5 aprile 2013

Percentuale

Cari Amici
secondo uno studio commissionato da una grande società statunitense di risparmio gestito, le probabilità che l'Italia esca dall'euro non vanno oltre il 10 per cento. Eppure le forze politiche italiane che puntano verso questa soluzione sono due: il Pdl di Berlusconi e il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. E non è detto che, di fronte al deterioramento del quadro sociale ed economico, anche una parte del Pd non si orienti verso il ripensamento della politica di austerità seguita sino ad oggi. Insomma, sulla linea del rigore resta soltanto Mario Monti, uscito sconfittodalle ultime elezioni.
Un caro saluto e un buon fine settimana.

Gianfranco

domenica 31 marzo 2013

Golpe?

Cari Amici,
la destra e alcuni esponenti della sinistra paragonano la decisione di Napolitano di mantenere in vita il moribondo governo Monti ad un golpe. E anche i grillini, che sino a qualche giorno fa non escludevano la soluzione 'olandese', ora dicono che al tavolo dei saggi non siederanno mai. Vedremo come reagiranno i mercati a questa soluzione estratta dal cilindro all'ultimo momento.
Non vorrei sbagliarmi, ma non vi saranno grossi sconvolgimenti. Meglio un governo debole ad un caos istituzionale. E poi i governi deboli sono quelli che durano più a lungo.
Un caro saluto e buona Pasqua.

Gianfranco

domenica 17 marzo 2013

Compatti

Cari Amici,
la sfuriata di Beppe Grillo contro i suoi parlamentari che hanno votato per Grasso è destinata  a lasciare il tempo che trova. Ben altri sono gli appuntamenti che i Grillini dovranno affrontare compatti nei prossimi mesi. Partiamo dall'euro: Grillo chiede un referendum nazionale in proposito e il PD e Monti si opporranno: qui bisognerà mostrare compattezza. E poi ci sono riforma elettorale, riforma costituzionale, lotta all'evasione e alla corruzione, lavoro, e non ultima la cancellazione del programma Tav. Credo sia stato giusto impedire l'elezione di Schifani, c'è un limite a tutto. Le vere prove, però, arriveranno presto.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco

mercoledì 20 febbraio 2013

Scommessa

Cari Amici,
posso azzardare un pronostico elettorale sulla base dei sondaggi che circolano tra gli addetti ai lavori?
Non sono sondaggi di parte bensì di verifiche sul campo pagate da quegli investitori italiani ed esteri che, come al solito, in questi ultimi tre giorni faranno le scommesse finanziarie puntando con i derivati e con altri strumenti  sull'esito elettorale. La vittoria di Bersani e di Monti li spinge a puntare al rialzo del sistema Italia, una situazione di incertezza li invita invece a scommettere al ribasso.
Ecco le previsioni:

PD/SEL                                         30-32 per cento
MOVIMENTO 5 STELLE           20-22 per cento
PDL/LEGA                                   18-20 per cento
PRO MONTI                                    6-8  per cento
RIVOLUZIONE CIVILE                2-3  per cento
FARE - GIANNINO                        1,5  per cento

Queste previsioni, che sono note anche ai politici, spiegherebbero il perchè dei tentativi di ravvicinamento di Pd e Pro Monti al Movimento 5 Stelle e la disperazione del PDL che invece di sorpassare verrebbe sorpassato.
In ogni caso, il quadro politico che uscirà dalle elezioni non sarà per nulla chiaro, soprattutto per quale sarà la composizione del Senato. Nuove elezioni a ottobre? Se così fosse gli investitori si muoverebbero in deciso ribasso. Auguri
Un caro saluto

Gianfranco

mercoledì 16 gennaio 2013

Il Comunista

Cari Amici,
riflessioni quasi oziose di un pomeriggio sotto il cielo dell'India.
Vi siete mai chiesti come mai, negli ultimi 20 anni, in Italia il potere politico si trovi quasi sempre nelle mani di persone uscite dal mondo dell'economia? Elenco Dini, Ciampi, Prodi, Berlusconi, Monti, Tremonti; solo D'Alema ha interrotto la sequenza del potere economico su quello politico. Queste sono a mio giudizio le conseguenze del ruolo che l'economia svolge nei confronti di quelle che una volta erano chiamate "scienze sociali".
In pratica ci si attende qui da noi, ma non solo, che chiunque gestisca qualcosa di importante, vedi la politica, debba avere una base culturale economica o per lo meno dimestichezza con i suoi prìncipi liberali. Non c'è che dire, questi sono i guasti del liberismo sfrenato degli ultimi trent'anni che in Italia non ha trovato alcun freno.
In base al liberismo, gli uomini non sono che attori egoisti decisi a calcolare come ottenere il massimo vantaggio in ogni situazione, il massimo profitto o il massimo piacere e la felicità con il minor sacrificio. Insomma, ogni atto della nostra vita quotidiana è un investimento che non lascia spazio a morale, compassione, reciprocità, solidarietà, giustizia. Non sono d'accordo con questa visione del mondo.
Direte: sei un utopista, un illuso, un visionario, peggio ancora, un comunista. Ebbene, se comunismo vuol dire credere in questi valori come priorità di vita, allora sono comunista, e sono fiero di esserlo.
Un caro saluto
                            
Gianfranco

domenica 23 dicembre 2012

Mission Defaulted, Mr. President

Cari Amici,
Mario Monti poteva scegliere una frase meno compromettente per congedarsi dal Capo dello Stato nel suo congedo dall'incarico di governo: «Missione compiuta, Presidente», gli ha detto, come lui stesso ha rivelato nella conferenza stampa di oggi. Un'espressione infelice, che ricorda quel «Mission Accomplished» con cui George Bush - su una portaerei in navigazione  nel Golfo - annunciò la conclusione della guerra in Irak. Infelice, ricordiamo, perchè la guerra durò altri anni e ancora oggi il paese arabo non è uscito dalle difficoltà.
Infausta questa dichiarazione anche per Monti perchè nella crisi l'Italia si trova ancora, e alla grande. Il debito pubblico è salito a 2.000 miliardi, la disoccupazione è a livelli record, tasse e malcontento crescono. Quale missione ha compiuto Monti? Mah, lo diranno i posteri.
Per ora mi viene spontaneo dirgli: Mission defaulted, Mr. Monti.
Un caro saluto e un Buon Natale

Gianfranco

venerdì 14 dicembre 2012

L'Oste

Cari Amici,
leggo dalla stampa che un discreto numero di parlamentari del Pdl starebbe preparandosi alla scissione per dare vita, domenica prossima, ad un nuovo gruppo politico di centro, si fa il nome di Italia Popolare,  che in futuro appoggerà il professor Monti nella sua scalata.
Viene da chiedersi: ma a questi parlamentari interessa davvero chi appoggiare per il bene del Paese? In altre parole, scelgono Monti o più egoisticamente mirano a chi aggregarsi per farsi rieleggere?
Hanno fatto i conti senza l'oste, perché alle prossime elezioni verranno spazzati via dall'assenteismo elettorale e dai movimenti alla Grillo. La giusta fine per una banda di sciagurati.
Un caro saluto

Gianfranco

domenica 9 dicembre 2012

Sepolcri imbiancati

Cari Amici,
scusate la lunga assenza dal blog ma ho passato alcuni giorni non proprio belli, causa un brutto raffreddore.
Ieri sera Monti ha annunciato le sue dimissioni ma purtroppo, come prevedevo, si andrà alle prossime elezioni con il Porcellum vale a dire con la porcata elettorale di Calderoli. E la Sinistra è d'accordo, non si oppone a questo ennesimo insulto alla democrazia. Vincono dunque l'ipocrisia e la frode.
A questo punto prevedo che alle consultazioni prevarranno gli assenti e Beppe Grillo.
Un caro saluto

Gianfranco

martedì 20 novembre 2012

Interpretazioni

Cari Amici,
il premier Monti dice: «Abbiamo salvato l'Italia dal disastro totale». Dipende dai punti di vista, come sembra di capire leggendo quanti, da destra e da sinistra, stanno facendo il bilancio di un anno di governo tecnico. Il Paese si è indebolito industrialmente, finanziariamente e socialmente, il debito pubblico ha superato i 2.000 miliardi (siamo a quasi 70.000 euro per ogni italiano), la disoccupazione è aumentata e sale anche il livello di violenza mentre i privilegi delle banche e della classe politica non sono stati per nulla intaccati. Insomma, a cosa allude Monti quando parla di disastro totale? E come definisce la situazione nella quale versa in Paese?
Come interpretare le sue parole?
Un caro saluto

Gianfranco

sabato 3 novembre 2012

Sincronia

Cari Amici,
la crisi economica sarà ancora lunga e difficile da affrontare. Secondo la cancelliera tedesca Angela Merkel «ci vorranno più di cinque anni per superarla, o forse anche più», mentre da noi il premier Monti dice di vedere la luce alla fine del tunnel. Allora o il tunnel è lunghissimo e Mario Monti ha una vista d'aquila, oppure la signora Merkel, che sino ad oggi non ha mai manifestato così apertamente il suo pessimismo,  ha torto. Non credo a quest'ultima ipotesi. Penso invece che la crisi non sia arrivata neppure alla metà del suo percorso e che (ancora) non si siano trovate le ricette per curarla.
L'orizzonte è scuro (disoccupazione, debito, recessione) e ci si balocca con palliativi.
Un caro saluto

Gianfranco

martedì 30 ottobre 2012

Mossa

Cari Amici,
a urne chiuse, viene da dire che il successo di Grillo e il crollo del Pdl erano facilmente prevedibili.

Quello che non era prevedibile, purtroppo, è come si muoveranno nei prossimi mesi i protagonisti della vita politica nazionale. Faranno tesoro della lezione siciliana, avranno capito da che parte tira il vento e si daranno un comportamento meno criminale? Oppure manterranno la rotta di sempre e andranno incontro al naufragio?

Il fatto è che la situazione economica non è per nulla migliorata con il governo Monti. Il debito italiano nel secondo trimestre 2012 è salito a 1.982.239 milioni di euro, contro i 1.954.490 del trimestre precedente e i 1.910.024 del secondo trimestre 2011. La politica di austerity imposta dai centri finanziari per fini ideologico-politici e dalla Germania per interessi nazionali, è stata un completo e totale fallimento: le misure prese (o più spesso imposte) per ridurre il rapporto debito – Pil non hanno fatto che aumentarlo e i dati che arrivano a cascata non lasciano scampo alla verità: la Grecia è passata dal 136,9% al 150,3%, l’Irlanda dal 108,5% al 111,5 %, la Spagna dal 72,9% al 76%, il Portogallo dal dal 112% al 117,5%, mentre quello italiano è arrivato al 126,1%.
Si diano dunque una mossa, e subito.
Un caro saluto
             
Gianfranco

venerdì 19 ottobre 2012

Sovranità

Cari Amici,
si sta consumando lo strappo tra Germania e Francia su una questione fondamentale per il futuro dell'Europa.
La signora Merkel vuole imporre controlli sovranazionali sulle politiche economiche dei paesi euro mediante l'introduzione di organismi nuovi, commissari speciali, agenzie di credito, supervisori in base ad un  semplice principio: chi paga di più per risanare l'Europa, e la Germania lo fa, ha il diritto di controllare come spendono i paesi in crisi.
La Francia, gelosa delle proprie autonomie, non tollera alcuna intrusione comunitaria nella  sovranità nazionale. Su questo dibattito potrebbe consumarsi uno strappo tale da spingere la Germania ad uscire dall'euro. In mezzo c'è l'Italia di Mario Monti che media tra i due colossi europei, mentre l'Inghilterra, che tanti anni fa scelse la clausola 'opt out', si chiama fuori ed osserva con attenzione i problemi degli altri.
Un caro saluto

Gianfranco

mercoledì 5 settembre 2012

TIR

Cari Amici,
la fine della crisi è a portata di mano, dice il premier Monti, vediamo la luce alla fine del tunnel. Giudicate voi: mercato dell'auto meno 20 per cento, disoccupazione giovanile ai massimi livelli, stretta creditizia, aziende grandi e piccole che chiudono, consumi in calo, persino quelli alimentari. Intanto i politici discutono se stabilire  un premio di maggioranza del 12 o del 15 per cento nelle prossime elezioni e sottilizzano sulla differenza tra premio di maggioranza e premio di governabilità.

Anch'io  vedo una luce alla fine del tunnel: quella di un Tir impazzito che ci viene incontro.
Un caro saluto
  
Gianfranco

giovedì 2 agosto 2012

Il bluff

Cari Amici,
il dubbio è stato sciolto, il bluff di Mario Draghi è stato visto dai falchi della Bundesbank e i cocci dello scontro sono tutti sul tappeto: borse, spread, euro, etc. Oggi almeno tutto è più chiaro, i veli sono calati e il re è nudo.

La Germania non vuole salvare l'euro secondo i parametri voluti da Draghi, Monti e Hollande, cioè con la soluzione monetaria. I cordoni della Bce verranno allargati soltanto con la cessione di sovranità da parte dei paesi indebitati e l'intrusione della Germania nei meccanismi decisionali dei Piigs. Potrebbe essere una soluzione, ma non credo possa bastare. Ormai si va alle conseguenze estreme: o la Germania lascia l'euro oppure i paesi indebitati, Italia compresa, tornano alle divise nazionali. Ognuno si assuma le sue responsabilità.

Ma presto, non bisogna perdere altro tempo.
Un caro saluto

Gianfranco

sabato 7 luglio 2012

Il Gobbo

Cari Amici,
dopo il bluff dell'avvio di settimana i nodi vengono al pettine.
Scrive oggi Federico Rampini su Repubblica: «Avevano ragione dunque quei "maligni" del fronte euroscettico angloamericano, dai grandi media Usa agli uffici studi delle banche di Wall Street e di Londra, che non credettero alla versione del trionfo di Mario Monti su Angela Merkel». Io ero e resto uno di quei maligni perchè seguo il pensiero del Gobbo, al secolo Giulio Andreotti: «A pensar male si fa peccato ma si indovina bene».
I guai finanziari del mondo restano, sono sempre lì su di noi: Spagna, Grecia. Italia. I vertici europei e mondiali non servono a nulla per il momento perchè nessuno prende le giuste decisioni.

Mi rimangio dunque le scuse della settimana scorsa.
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco

sabato 30 giugno 2012

Scoramento

Cari Amici,
in questo caldo fine settimana mi sono letto i giornali, ho consultato i siti che contano, parlato con qualcuno e, dopo lo scoramento di ieri (di cui chiedo scusa) sono giunto a queste conclusioni.
La signora Merkel doveva dare una soddisfazione morale a Mario Monti, in caso contrario al prossimo vertice si sarebbe trovata di fronte un italiano ostile all'euro (senza contare il rischio di una crisi politica "al buio" in Italia); i 120-130 miliardi di aiuti per la crescita erano già stati preventivati.
Credo che le misure dei vari fondi salvastati abbiano lo scopo di preparare il sistema bancario ad affrontare il nodo Grecia che sta venendo al pettine. La Grecia, ricordiamo, ha presentato al summit un memorandum con il quale si chiede di rinviare di due anni le misure di austerità. Un ricatto vero e proprio al confronto del quale quello di Monti sulla Tobin Tax fa ridere.
Ora i riflettori si spostano sulla Grecia che, stando alle notizie della settimana scorsa, dal mese prossimo non avrà più i soldi per pagare stipendi e pensioni. L'ora della verità sta per arrivare, e presto.
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco

venerdì 29 giugno 2012

Mea culpa

Cari Amici,
che posso dire al termine di una giornata che i mercati hanno celebrato come un grande successo per Mario Monti e per l'euro laddove io avevo previsto sfracelli? Dovrei dire "mea culpa" perché ho cannato ogni previsione. Vedremo nei prossimi giorni se mi si addice il mea culpa oppure qualche altro canto, magari un de profundis.
Un caro saluto

Gianfranco

giovedì 28 giugno 2012

L'untorello

Cari Amici,
più la Cancelliera dice no agli eurobonds, più cresce il suo consenso presso gli elettori tedeschi, almeno un punto a settimana. Ecco perchè credo che dal vertice in corso a Bruxelles uscirà ben poco.
L'untorello Monti, che vuole ricattare la Germania con la Tobin Tax in cambio di misure antispread, verrà a casa a mani vuote. Forse, come unica consolazione, otterrà qualcosa sul fronte bancario ma poco o nulla sul fronte del debito.
Intanto il Pil sprofonda e di ripresa non si vede neppure l'ombra.
Un caro saluto

Gianfranco

mercoledì 27 giugno 2012

Week end

Cari Amici,
non so se Mario Monti riuscirà a portare a casa qualcosa nonostante la sua disponbilità a trattare ad oltranza. So però che la signora Merkel ha detto che non si deve puntare a soluzioni veloci, come sarebbe quella degli eurobond. Questi sono obbligazioni emesse congiuntamente dai paesi europei dell'euro con apporti basati sul peso specifico delle singole economie, che andrebbero  a sostituire gli 8.500 miliardi di euro di debito pubblico europeo (di cui 1.950 dell'Italia). Diciamo che se la Germania vale il 30 per cento del Pil europeo, si deve accollare almeno 2.500 miliardi di questi eurobond, mentre l'Italia, che vale il 16 circa, se ne accollerebbe 1.300, con un indubbio vantaggio per i suoi conti.
Di qui la riottosità dei tedeschi, che non intendono pagare per gli evasori fiscali italiani, mentre i francesi non sembrano disposti a sacrificare la loro sovranità in cambio di un possibile aiuto tedesco. Così l'Europa è in preda agli egoismi e non si approderà a nulla. Unica soluzione possibile, suggerita ancor oggi dall'Herald Tribune, sarebbe l'uscita della Germania dall'euro.
Poche illusioni quindi per questo fine settimana: credo che i tedeschi vinceranno gli europei di calcio e anche quelli della finanza.
Un caro saluto

Gianfranco

lunedì 25 giugno 2012

Lo sfascio

Cari Amici,
il Cavaliere gioca allo sfascio.
Pur di non sparire nell'indifferenza elettorale ( i suoi sondaggi lo danno perdente) è pronto a cavalcare la tigre della demagogia antieuro e a sfasciare l'Italia, l'Europa e i principi democratici. Se nel fine settimana Monti non porterà a casa risultati concreti (e quasi certamente tornerà a mani vuore) il Cavaliere cercherà di far cadere il governo in Parlamento. E la sua corte di fedelissimi è pronta a seguirlo, tanto non ha nulla da perdere.
Un caro saluto

Gianfranco