Visualizzazione post con etichetta Fed. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fed. Mostra tutti i post

sabato 18 maggio 2013

Moscovici

Cari Amici,
la Banca del Giappone compra il debito statale prima della sua scadenza naturale e mette in circolo miliardi di yen che svalutano la moneta ma rilanciano export ed economia. Identico il comportamento di Federal Reserve, Bank of England e banca centrale svizzera.

Adesso anche in Europa qualcosa si muove, si legga l'intervista di Pierre Moscovici al Corriere di oggi. Si torna a parlare di eurobond, ovvero quei titoli europei che andrebbero a sostituire i debiti dei singoli stati europei. Eurobond che la Bce potrebbe poi acquistare come fanno le altre banche centrali per mettere capitali freschi in circolo e rilanciare l'economia. Si tratta di progetti ragionevoli, il cui obiettivo è dare lavoro ai giovani e svalutare con l'inflazione i patrimoni dei vecchi europei.
Non illudiamoci, per quattro mesi, sino alle elezioni tedesche tutto resterà fermo. Poi si vedrà.
Un caro saluto e buona fine di settimana
                                                                           
Gianfranco

domenica 7 aprile 2013

Dollaro

Cari Amici,
leggo da alcuni siti di finanza - e apprendo da alcune mie fonti - che si avvicina la resa dei conti per il dollaro, il cui cambio con le altre valute potrebbe drasticamente ridimensionarsi a seguito del forte deficit interno e con l'estero; lo dimostrerebbero le manovre speculative contro l'oro e l'argento, che la settimana scorsa hanno perso quota su iniziativa delle grandi banche commerciali legate alla Federal Reserve. L'aumento del prezzo di queste materie prime indurrebbe gli investitori ad abbandonare dollaro e i titoli denominati in dollari.
Non credo che il crollo del dollaro avverrà a breve, ma il fatto che l'euro non perda forza nonostante le difficoltà dei Piigs non depone in favore della moneta americana. Certo è che qualcosa di grosso bolle in pentola.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco

lunedì 11 marzo 2013

Profezia

Cari Amici,
fonti qualificate del settore finanziario mi dicono di prestare attenione al vecchio detto di Borsa: "Sell in May and go away" ovvero vendi a maggio e stai fuori dal mercato almeno, di solito, fino ad agosto. Quest'anno il fenomeno potrebbe ripetersi ma per una serie di elementi concatenanti il calo dei listini potrebbe oscillare tra il 40 e il 50 per cento. Un collasso, insomma che riporterebbe gli indici di Borsa ai livelli di 4 anni fa, subito dopo il crack della Lehman's brothers.
Follie, direte, che riguardano il mercato americano chiaramente gonfiato dalle iniezioni di liquidità della Federal Reserve. Sarà, però io riporto ugualmente questa profezia. Ne riparleremo a maggio.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco

martedì 5 marzo 2013

Wall Street

Cari Amici,
i valori delle azioni delle società quotate a Wall Street hanno beneficiato dei bassi tassi di interesse portati dalle misure di stimolo della Fed. Lo ha detto il presidente e ceo di Berkshire Hathaway, Warren Buffett, in un'intervista su Cnbc.
Secondo Buffett non c'è dubbio: i prezzi dei titoli sarebbero più bassi in quanto i tassi sono essenzialmente uguali a zero. Il magnate della finanza statunitense, inoltre, ritiene che molti gestori di fondi venderanno le proprie partecipazioni quando cesserà il pompaggio di moneta nell'economia da parte della Fed. "Sarà un giorno molto interessante" quando questo accadrà, ha aggiunto.

Commento: Wall Street è gonfiata dalla liquidità messa in circolo dalla Fed. Lo dice uno che in materia di finanza non ha quasi mai sbagliato un colpo. Prima o poi la bolla si sgonfia, meglio andarsene ora. Più chiari di così...
Un caro saluto

Gianfranco

giovedì 21 febbraio 2013

Guerra delle Valute - 2

Cari Amici,
qualche giorno ho accennato fa alla guerra delle valute al vertice del G20 di Mosca. Ufficialmente si parlava di crescita, in realtà si discuteva delle svalutazioni competitive che Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e Svizzera praticano per difendere le rispettive esportazioni. Ora arriva la prima conferma di quanto si sosteneva: in America la Federal Reserve potrebbe bloccare il programma di creazione di nuova liquidità (circa 85 miliardi di dollari al mese). Risultato: il dollaro si rafforza mentre le Borse, che per crescere hanno bisogno di liquidità, scendono.
Intanto, qualcuno si rende conto che stampare moneta crea inflazione e pensa di muoversi in direzione opposta. In Italia le perdite di Borsa sono maggiori rispetto al resto del mondo perché si sta innescando la scommessa elettorale che prevede una situazione ingovernabile dopo il voto.
Un caro saluto
                         
Gianfranco

mercoledì 7 novembre 2012

Dopo il voto

Cari Amici,
il crollo delle Borse di oggi è la reazione scontata dei mercati all'esito delle elezioni americane.

Wall Street tifava per Romney, uno di loro, e ha mal digerito la sua sconfitta. Credo si tratti di una reazione umorale a caldo, che prima o poi rientrerà. In fondo in fondo, Obama non persegue una politica ostile alla grande finanza e pianifica interventi industriali e sociali che danno forza alle tensioni inflazionistiche con la creazione di nuova moneta da parte della Fed. Così la nuova carta in circolazione  crea masse di manovra per le grandi operazioni speculative. Attendiamoci dunque maretta nei prossimi giorni, poi si tornerà al quieto vivere. In ogni caso,

                                                               QUE VIVA OBAMA

Un caro saluto
                                   
Gianfranco

mercoledì 26 settembre 2012

La trappola

Cari Amici,
nei giorni scorsi ho accennato al problema della liquidity trap, o trappola della liquidità: le banche centrali pompano quattrini nel sistema per rilanciare l'economia ma la macchina non riparte, i consumi non decollano ugualmente perché la gente non ha soldi da spendere. Finalmente i mercati si sono resi conto del problema e stanno ponendo fine all'euforia che ha fatto seguito all'annuncio di manovre monetarie da parte della Bce e della Fed.

Che succederà ora? La situazione peggiora in Spagna e in Grecia e non è che da noi vada molto meglio. Se Draghi e compagni hanno scongiurato la fine dell'euro non hanno però risolto i problemi della recessione. Da sempre questo è un compito della classe politica, che al momento latita.
Un caro saluto

Gianfranco

lunedì 17 settembre 2012

Doping

Cari Amici,
ormai è evidente: nel campo dell'economia e della finanza internazionale si sta facendo ampio uso del doping, come già avviene per lo sport e altre attività umane.
Promettere l'acquisto 'senza limiti' di Btp e Bonos, come ha dichiarato  la Bce per bocca di Draghi, oppure creare carta per 40 miliardi al mese, come farà la Federal Reserve di Bernanke, non significa altro che drogare l'economia nella speranza che si riprenda. Ma si corre il rischio di creare quella che è meglio nota come la trappola della liquidità: ci sono troppi soldi in giro ma la macchina economica non riparte. Si farebbe meglio a buttare i soldi dagli elicotteri, così si avrebbe la certezza di una ripresa dei consumi. Rassegnamoci dunque, perchè all'orizzonte non vedo alcuna nuova idea. E neppure elicotteri in attesa di decollare con sacchi di euro.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco

mercoledì 12 settembre 2012

FED

Cari Amici,
domani sera la Federal Reserve deciderà se immettere o meno sul mercato americano nuovi fondi per rilanciare l'economia. È probabile che lo faccia alla vigilia delle elezioni politiche (anche se Ben Bernanke non appartiene allo schieramento dei democatici). Si tratta di 600/800 miliardi di euro che arriveranno sul mercato al ritmo di 60-80 miliardi al mese.

Purtroppo questi quattrini non arriveranno per vivacizzare l'economia reale ma andranno in operazioni speculative di ogni genere in tutto il mondo: oro, petrolio, Borse, materie prime. L'euforia speculativa durerà almeno fino al termine del 2012 poi si placherà mentre i politici si renderanno conto dell'inadeguatezza della manovra. Ma sarà troppo tardi.
Un caro saluto

Gianfranco

lunedì 16 gennaio 2012

Rating

Cari Amici,
qui in Europa va di moda criticare le agenzie di rating dopo il declassamento di venerdì scorso. In Germania, ad esempio, il ministro dell'Economia e vice cancelliere Philipp Rösler dichiara che le agenzie perseguono i propri obiettivi, che sono quelli di distruggere l'euro a tutto vantaggio del dollaro.

Ho sempre sostenuto che le tre agenzie hanno compiuto in passato errori imperdonabili. Lehman, Parmalat, Enron, tanto per citarne alcuni casi, ma credo che ora stiano facendo un buon lavoro, forse per riscattarsi dai guasti precedenti.
E poi, non credo che gli Stati Uniti vogliano sbarazzarsi dell'euro. Un euro debole dà fastidio all'industria americana. E ancora, perché mai la Federal Reserve presterebbe 500 miliardi di euro alla volta alla Bce (come ha fatto prima della fine dell'anno e come si appresta a fare ancora) se questa mossa potrebbe ostacolare le intenzioni dei circoli dirigenti americani? Credo che i paesi europei e l'euro si meritino i downgrading.
Ci chiediamo: ma chi ci ha imposto le agenzie di rating, perchè dobbiamo piegarci ai loro diktat? Beh, abbiamo perso la seconda guerra mondiale, da allora siamo un'appendice degli Stati Uniti. Non a caso l'Inghilterra, uscita stremata ma vincitrice dal conflitto, mantiene una maggiore autonomia.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco

giovedì 5 gennaio 2012

AAA

 Cari Amici,
dopo una tregua di due giorni tornano le turbolenze dei mercati. Questa volta è colpa della Francia, che stando alle indiscrezioni perderà la tripla A di almeno un paio di gradi. Verranno accusate del misfatto le agenzie di rating che nel caso della Francia, invece, eseguono alla perfezione il loro lavoro. Forse perché devono farsi perdonare gli errori commessi in passato.
La Francia va male, sia economicamente che finanziariamente, quindi deve essere degradata, e con lei va male il resto d'Europa. Ormai la strada per uscire dal caos sembra segnata: si farà inflazione. Oggi non la chiamano più così, la mascherano come  QE, alla lettera 'Quantitative easing'. In realtà si tratta di mettere sul mercato centinaia di miliardi di euro, chi dice fino a 1.500 miliardi, per costringere le banche a comprare le obbligazioni sovrane in scadenza di Italia, Spagna, Grecia e compagni. In pratica, la Bce si indebita allo 0,50 per cento con le altre banche centrali, soprattutto la Fed, e poi cede i fondi ricevuti alle 523 banche europee all'1 per cento. Queste comprano i debiti sovrani al 4-5-7 per cento e così sino a nuovi sviluppi. Nuovi debiti per pagare vecchi debiti è la musica. Anche la Germania sembra essersi piegata a questi eventi, salvi inciuci dell'ultima ora. Risultato: inflazione.
State accorti.
Un caro saluto

Gianfranco