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mercoledì 22 maggio 2013

Tertium non datur

Cari Amici,
le Borse salgono e con ogni probabilità continueranno a salire, perché all'orizzonte si intravedono soltanto manovre inflattive (tanta liquidità in ogni parte del mondo) e nessun freno monetario. Anche l'Ue sembra orientata verso questa direzione che verrà attuata non tramite la stampa di nuova moneta (la Germania si opporrebbe) ma attraverso un calo dei tassi di interesse. Le autorità sperano che grazie al rialzo delle Borse dovuto al danaro facile una parte di questa euforia finanziaria si trasferisca all'economia reale. Sarà vero? Non lo credo.
L'economia reale continua a peggiorare, mentre la disoccupazione giovanile nei Piigs è perfino superiore ai livelli della grande Depressione.
Che succederà allora? Gli esperti calcolano che se i Piigs vogliono recuperare i livelli di competitività che hanno perso nei confronti della Germania in termini di costo del lavoro, devono ridurre i salari del 40 per cento. E provvedimenti in tal senso renderanno in Italia, Spagna, Grecia e anche Francia le tensioni sociali insostenibili. L'alternativa: si spacca l'euro. Tertium non datur...
Un caro saluto
                          
Gianfranco

domenica 7 aprile 2013

Dollaro

Cari Amici,
leggo da alcuni siti di finanza - e apprendo da alcune mie fonti - che si avvicina la resa dei conti per il dollaro, il cui cambio con le altre valute potrebbe drasticamente ridimensionarsi a seguito del forte deficit interno e con l'estero; lo dimostrerebbero le manovre speculative contro l'oro e l'argento, che la settimana scorsa hanno perso quota su iniziativa delle grandi banche commerciali legate alla Federal Reserve. L'aumento del prezzo di queste materie prime indurrebbe gli investitori ad abbandonare dollaro e i titoli denominati in dollari.
Non credo che il crollo del dollaro avverrà a breve, ma il fatto che l'euro non perda forza nonostante le difficoltà dei Piigs non depone in favore della moneta americana. Certo è che qualcosa di grosso bolle in pentola.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco

mercoledì 20 marzo 2013

Singapore

Cari Amici,

«Ogni settimana nella baia di Singapore viene a galla un cadavere. Non si può prevederne l'identità, ma state certi che emergerà». Coniato negli anni '90, all'epoca della crisi del Bath (la moneta thailandese,  n.d.r.), questo detto finanziario ritorna di moda ai giorni nostri per ricordare che non si sa ancora quanti scheletri vi siano negli armadi della finanza mondiale ma si sa per certo che prima o poi si manifesteranno.

Chi pensava sino a qualche giorno fa che Cipro potesse costituire un trauma per l'euro e i paesi indebitati in genere? Nessuno, eppure il cadavere è emerso e adesso bisogna risolvere il caso.
Ci dicono che il caso Cipro rappresenta una situazione che non coinvolgerà il sistema, eppure nelle sue medesime condizioni ci sono Slovenia, Ungheria e i ben noti Piigs. Insomma, i banchieri centrali dovranno stare bene attenti nei prossimi mesi.
Un caro saluto

Gianfranco

martedì 4 settembre 2012

Condizioni capestro?

Cari Amici,
quali saranno le condizioni che Bce imporrà ai paesi cui presterà aiuto? Questo è uno degli interrogativi di non poco conto che sta angosciando i vertici politici europei.
Potrebbe trattarsi di condizioni che in qualche modo limitano la sovranità degli stati nazionali in materia di economia, finanza, investimenti, gestione del debito. Insomma, la Bce potrebbe sostituirsi al Fondo Monetario che, come è noto, quando presta soldi richiede condizioni da strozzinaggio.
Non so se Roma accetterà condizioni 'umilianti', Parigi non lo farà certamente. Forse i Piigs saranno più remissivi.
Un caro saluto

Gianfranco

giovedì 2 agosto 2012

Il bluff

Cari Amici,
il dubbio è stato sciolto, il bluff di Mario Draghi è stato visto dai falchi della Bundesbank e i cocci dello scontro sono tutti sul tappeto: borse, spread, euro, etc. Oggi almeno tutto è più chiaro, i veli sono calati e il re è nudo.

La Germania non vuole salvare l'euro secondo i parametri voluti da Draghi, Monti e Hollande, cioè con la soluzione monetaria. I cordoni della Bce verranno allargati soltanto con la cessione di sovranità da parte dei paesi indebitati e l'intrusione della Germania nei meccanismi decisionali dei Piigs. Potrebbe essere una soluzione, ma non credo possa bastare. Ormai si va alle conseguenze estreme: o la Germania lascia l'euro oppure i paesi indebitati, Italia compresa, tornano alle divise nazionali. Ognuno si assuma le sue responsabilità.

Ma presto, non bisogna perdere altro tempo.
Un caro saluto

Gianfranco

mercoledì 11 luglio 2012

En attendant Godot

Cari Amici,
il nodo della crisi è sempre quello, la reticenza (se non aperta ostilità) dei tedeschi e dei loro organi istituzionali ad impegnarsi per il salvataggio dei Piigs.
Ieri non è arrivta l'attesa  decisione della Corte costituzionale della Germania in merito al Fondo salva Stati permanente (Esm) e al Fiscal Compact. L'udienza  si è conclusa  senza aver stabilito una data precisa in cui verrà presa una decisione definitiva.  Il ministro delle Finanze di Berlino, Wolfgang Schaueble, intanto ha chiesto alla Corte di formulare un giudizio sulla costituzionalità dell'Esm e del Fiscal Compact entro qualche settimana. Insomma, l'incertezza regna  sovrana, il tempo passa, la casa rischia di bruciare definitivamente ma i pompieri non arrivano.
Un caro saluto

Gianfranco

lunedì 25 giugno 2012

Studio

Cari Amici,
ormai anche i tedeschi stanno realizzando che la fine dell'euro sarebbe per tutti gli europei una grande sventura. Lo dimostra lo studio del ministero dell'economia di Berlino reso noto da Der Spiegel. In particolare, per quanto riguarda le nazioni più esposte come per esempio l’Italia, il tasso di disoccupazione salirebbe al 12,3 per cento. Ma anche la locomotiva tedesca, e questo è il vero punto critico dello studio degli uomini di Schäuble, verrebbe pesantemente danneggiata: l’economia della Germania subirebbe una caduta del 9,2 per cento mentre il numero dei disoccupati salirebbe al 9,3 per cento.
D'altra parte crescono le tensioni contro i Piigs dopo che è stato reso noto che la Grecia ha assunto alla chetichella qualcosa come 70.000 dipendenti pubblici nonostante gli accordi presi con Bruxelles in proposito. "Come possiamo fidarci di questi Piigs che ci prendono in giro sempre e comunque - dicono a Berlino - e i loro conti saranno veritieri oppure taroccati?". Così la Germania è divisa e il dibattito si infiamma.
In ogni caso non credo che dal vertice di fine settimana usciranno risultati concreti, sarà la solita perdita di tempo. Se una decisione concreta verrà presa, lo si farà sotto la pressione della speculazione.
Un caro saluto e buon avvio di settimana

Gianfranco                               

martedì 5 giugno 2012

Nozze?

Cari Amici,
succede qualcosa di strano in questi ultimi giorni sui mercati azionari: salgono le Borse dei Piigs, scendono quelle dei Paesi virtuosi. Perchè questa dicotomia? La spiegazione è semplice: i mercati ritengono che i Piigs usciranno dall'euro e quindi investono su quelle Borse che hanno perso molto e sono destinate a recuperare perchè favorite dalla nuovo moneta, che sarà debole. L'esatto opposto di quanto accadrà invece per le Borse dei Paesi virtuosi: a causa della moneta forte le aziende di questi Paesi perderanno mercati e quindi si indeboliranno.
In una parola, i mercati azionari sposano la fine dell'euro e il ritorno alle divise nazionali.
Un caro saluto

Gianfranco

venerdì 25 maggio 2012

L'eurobond

Cari Amici,
a proposito di eurobond: «Pensare che le emissioni di debito comune nell'eurozona possano risolvere la crisi è "un'illusione"». Lo ha detto il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, in un'intervista al quotidiano francese Le Monde. Secondo Weidmann i Paesi che utilizzano la moneta unica dovrebbero unire i propri bilanci prima di pensare agli "eurobond" e, inoltre, il numero uno della Banca centrale tedesca ha respinto anche l'idea dei project bonds per investire in infrastrutture. Quali sarebbero gli effetti dell'emissione di eurobond? Semplice: i nuovi titoli consentirebbero a tutti paesi dell'eurozona di godere dello stesso rating della Germania, così i costi di rifinanziamento dei debiti dei Piigs costerebbero meno, molto meno, e i paesi potrebbero investire in sviluppo. Salirebbero invece i costi del debito tedesco, di almeno 50 miliardi di euro all'anno: 500 miliardi in dieci anni. Naturalmente a Berlino a questa ipotesi non ci pensano proprio. Fine della storia, dunque. E dell'euro.
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco

giovedì 17 maggio 2012

Scacco matto in 4 mosse

Cari Amici,
il premio Nobel Paul Krugman ci invita al gioco dell'euro con una partita dal titolo: Euro, matto in 4 mosse. 
La prima: la sinistra greca vince le elezioni, rinnega i patti precedenti e la Grecia esce dall'euro già il mese prossimo.
La seconda: inizia la corsa alle banche in Spagna e Italia, con  tutti i disagi sociali e politici del caso.
La terza: si introducono misure per evitare l'export di capitali da questi due paesi e si finanziano le banche sotto stress con immissione di liquidità.
La quarta ha due soluzioni: o la Bce si assume il ruolo di banca centrale, stampa moneta a iosa per salvare i due paesi e rilanciare la crescita, Germania permettendo, oppure l'euro finisce.
Suggerisco due varianti a questo scenario. La prima è che il Fondo Monetario interviene pesantemente per salvare almeno l'Italia. Oppure che la Germania si rompe le scatole dell'euro e torna al marco. In questo caso l'euro sopravvive come  moneta debole dei Piigs. Meditate.
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco

martedì 8 maggio 2012

Olimpiadi, tempo, calcio e altre amenità

Cari Amici,
dice il cancelliere tedesco: Hollande è il benvenuto, ma il rigore non si tocca. Allora, di che parleranno i due (o i tre, se Monti ce la farà ad inserirsi nel dialogo): del tempo, di calcio, delle Olimpiadi? Se è vero che la Germania intende far soffrire i Piigs prima di allargare i cordoni bella borsa, quanti altri suicidi saranno necessari per un nuovo corso?
Un caro saluto

Gianfranco

P.S. Vi chiedo scusa: nel post di ieri ho scritto che le consultazioni in Grecia passavano al Pasok. Non è vero, oggi tocca al secondo partito, Syriza. Dopo sarà la volta del Pasok.

mercoledì 18 aprile 2012

Le Defì

Cari Amici,
qualcosa si sta muovendo in Europa, finalmente: il candidato socialista francese, Francois Hollande, ha detto che se vincerà le elezioni ricatterà Berlino. O partono misure per la ripresa (eurobonds, project bond, insomma carta che porta inflazione ma rilancia l'economia) oppure la Francia denuncerà l'accordo fiscale, o Fiscal Content, e andrà per la sua strada.
Parigi non versa in buone condizioni: forte disoccupazione, costo del lavoro più alto d'Europa, rapporto deficit Pil oltre il 4 per cento, forte deficit commerciale. La Francia deve uscire dalla fase recessiva al più presto, per non fare la fine dei Piigs. Vedreno ora come Berlino accetterà il guanto di sfida, sempre che lo sfidante Sarkozy, dato in ribasso nei sondaggi, non riesca e ribaltare i pronostici.
Un caro saluto
Gianfranco

martedì 3 aprile 2012

Spreads

Cari Amici,
questa sera, al termine di una giornata burrascosa sotto l'aspetto finanziario, queste erano le quotazioni degli spread tra il bund tedesco e quelli dei Piigs. Valutate queste cifre per capire come la speculazione stia aggredendo i Piigs e quali possono essere le prospettive:

Bund a 10 anni  Grecia a 10 anni    19,48  Grger
  "     "   "   Portogallo    "     10,04  Porger
  "     "   "   Irlanda        "      6,40  Irger
  "     "   "   Spagna        "      3,65  Spger
  "     "   "   Italia           "      3,35  Itger

Nonostante il default del mese scorso verso i creditori privati, la Grecia viene data per fallita nuovamente, seguita a breve tempo dal Portogallo. L'Irlanda non versa in buona situazione, mentre Spagna e Italia, i due colossi tra i Piigs, si mantengono su posizioni di relativa sicurezza. Una sicurezza che potrebbe vacillare da un momento all'altro sopratutto per la Spagna, la cui situazione viene definita "critica".
Un caro saluto

Gianfranco  

mercoledì 14 marzo 2012

Dopo i Piigs

Cari Amici,
leggo dalle agenzie: L'agenzia di rating Fitch conferma la tripla 'A' al debito pubblico britannico ma cambia l'outlook da 'stabile' a 'negativo'.  A peggiorare l'outlook la constatazione che il deficit è secondo per dimensioni solo a quello Usa.  Insomma, dopi i Piigs è la volta della Gran Bretagna ad entrare nel mirino delle agenzie di rating. Poi sarò la volta del Belgio.
Il girone infernale è soltanto agli inizi.
Un caro saluto

Gianfranco

martedì 28 febbraio 2012

Dio stramaledica l'euro

Cari Amici,
durante la seconda guerra mondiale il giornalista Mario Appelius, di nota fede fascista, apriva le trasmissioni radio al grido di «Dio stramaledica gli inglesi», i nostri nemici dell'epoca.
Oggi, stando a quanto avviene, dovremmo dire «Dio stramaledica l'euro».
Ho letto ieri un interessante articolo dell'ex direttore generale del Fondo Monetario, Joesph Stliglitz, secondo il quale l'austerità, vista come rimedio ai troppi debiti dei Piigs, non paga. A sostegno delle sue tesi Stiglitz citava il caso dell'Islanda, io aggiungo l'Argentina.
In un articolo di Paul Krugman pubblicato oggi sulla prima pagina de la Repubblica si sostengono le stesse tesi affermando che i paesi periferici dell'Europa, appunto i Piigs, sono strangolati dall'euro e dall'austerità: il Portogallo ha un tasso di disoccupazione del 13 per cento, Irlanda, Spagna e Grecia viaggiano su quei livelli. In Italia ci arriveremo, se non si cambia registro. La soluzione: cacciare con il voto i signori dell'euro, Merkel, Sarkozy, Monti, Draghi, e spezzare la gabbia monetaria che ci sta soffocando.
Prima lo faremo meglio sarà.
Un caro saluto

Gianfranco

lunedì 27 febbraio 2012

Spaltung

Cari Amici,
il ministro degli interni della Germania ha detto che la Grecia dovrebbe uscire dall'euro. Una dichiarazione a freddo che, pronunciata alla vigilia del voto del Bundestag sugli aiuti ad Atene, suona come sfida al Cancelliere Merkel e come sintomo di profonda divisione nel governo.
Siamo dunque di fronte ad una scissione (spaltung in tedesco) del sistema politico a Berlino. Il 65 per cento dei tedeschi è contrario agli aiuti ai Piigs e l'anno prossimo si vota.
Prepariamoci alla rissa.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco

mercoledì 15 febbraio 2012

Caccia al privato

Cari Amici,
il caso Grecia (ancora, direte, ma questo è il leit motiv del momento) è a un bivio. I ritardi dell'UE nel garantire i 140 miliardi promessi dipendono, oltre che dalle ambiguità politiche di Atene, anche  dall'esito delle trattative in corso tra la Grecia e i creditori privati (per lo più  Hedge fund, investitori istituzionali, ma anche privati) sul consolidamento del debiti esistenti, circa 100 miliardi di euro. Atene chiede uno sconto del 70 per cento: i 30 miliardi rimasti saranno sostituiti con obbligazioni a breve termine al 3,5 per cento ma senza alcuna garanzia. Se la Grecia fallisce anche questi titoli diventano carta straccia, e la perdita dei privati sale al 100 per cento.
Ora, se i creditori non sono concordi nell'accettare queste condizioni ricattatorie e capestro (per intenderci, la tanto biasimata Argentina rimborsa il 35 per cento del debito consolidato nel 2001) e minacciano di ricorrere ad azioni legali, fallisce la trattativa che dovrebbe chiudersi tra qualche giorno. In questo caso l'UE non manda soldi e la Grecia fallisce.
Riassumendo, le sorti della Grecia, dei Piigs e dell'euro sono nella mani di incauti speculatori e investitori. Ce lo siamo meritato?
Un caro saluto

Gianfranco

sabato 11 febbraio 2012

Se ci sei, batti un colpo

Cari Amici,
la storia si ripete ma gli uomini, purtroppo, non fanno tesoro degli errori del passato.

Nel 1916 a Zimmerwald, in Svizzera, i capi dei partiti socialisti dei paesi belligeranti si riunirono per trovare una soluzione "proletaria" alla guerra in corso. L'accordo non fu raggiunto per rivalità nazionali, così i proletari europei continuarono a massacrarsi nelle trincee e alla fine della guerra emersero la rivoluzione bolscevica e il nazismo, cioè le premesse della seconda guerra mondiale. Che avviene ora?
Il turbocapitalismo finanziario e la delocalizzazione industriale in Asia stanno distruggendo le economie dell'Europa nonchè il benessere sociale che gli europei si sono conquistati in passato.
Lo smantellamento del welfare (un modello, un sogno per il resto del mondo) parte dagli anelli deboli del sistema - Grecia, Portogallo, i Piigs in genere - ma prima o poi toccherà a tutti, non illudiamoci, anche i lavoratori tedeschi saranno travolti.
Ma a sinistra, come già avvenne nel 1916, si parla, si parla, si parla, senza che nessuno reagisca: nessun grande partito progressista europeo appoggia i greci, nessuno chiede politiche diverse dall'austerità. Si parla di debiti da ripagare con il rigore e di sacrifici, non di soluzioni alternative. Non solo, i partiti di sinistra, dal Pd al tedesco SPd e i laburisti inglesi, sono per lo più complici dell'azione, subiscono le decisioni dei poteri forti, banche, industria, lobbies di ogni genere. E intanto guadagna spazio la destra estrema. Proprio come avvenne negli anni Trenta.
Insomma, dove sta la sinistra europea? Se ci sei, batti un colpo prima che sia troppo tardi.
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco