Cari Amici,
per via di una nuova azione legale, la decisione della Corte Costituzionale tedesca sulla legittimità del fondo salva-Stati Esm e del Fiscal Compact potrebbe slittare «molto oltre» il 12 settembre prossimo, data per cui era originariamente attesa. Lo scrive il sito online del quotidiano economico-finanziario tedesco Handelsblat. Alla base di tutto vi è una causa indetta da un gruppo storicamente "euroscettico" che gravita attorno a Markus Kerber, professore di tecnologia all'università di Berlino, che ha preso spunto da un procedimento simile intentato da un parlamentare irlandese, da dieci giorni in esame presso la corte di giustizia europea a Lussemburgo.
Essendo la Corte Europea sovra-ordinata a quella tedesca, ai giudici costituzionali di Karlsruhe non rimarrebbe altro da fare che aspettare il giudizio dal Lussemburgo, stando a quello che sostengono i querelanti. Proprio per questo la decisione sarà spostata oltre il 12 settembre.
Usque tandem, Germania, abuteris patientia nostra?
un caro saluto
Gianfranco
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lunedì 13 agosto 2012
sabato 21 luglio 2012
Nani
Cari Amici,
l’Italia ha un debito pubblico di circa 2.000 miliardi di euro, una somma pari al 120 per cento del PIL.
Il Fiscal Compact appena approvato dal Parlamento prevede che il debito pubblico debba dimezzarsi al 60 per cento del Pil, quindi tornare a 1.000 miliardi, nel volgere di vent’anni. Quindi, fino al 2032, il governo dovrà tagliare le uscite dello Stato ogni anno di almeno 50 miliardi, cui vanno aggiunti 30/40 miliardi di spese per interessi al tasso ottimistico del 2 per cento (adesso siamo al 4 per cento) sempre nella speranza che il Pil torni a crescere. Insomma, ogni anno dovremo rinunciare a 80/90 miliardi. Lo credete possibile? Penso proprio di no.
Domanda, ma chi ha approvato il Fiscal Compact si è reso conto degli impegni presi, oppure pensa già che ben difficilmente verranno rispettati?
Ecco, è proprio l'insipienza di questa classe politica, comprovata per l'ennesima volta, che fa paura ai cittadini e spinge la speculazione ad agire. Purtroppo all'orizzonte, in Italia come in Europa, vedo solo nani politici, non si trova un gigante che abbia idee e le metta in pratica.
Un caro saluto e un buon fine settimana
Gianfranco
l’Italia ha un debito pubblico di circa 2.000 miliardi di euro, una somma pari al 120 per cento del PIL.
Il Fiscal Compact appena approvato dal Parlamento prevede che il debito pubblico debba dimezzarsi al 60 per cento del Pil, quindi tornare a 1.000 miliardi, nel volgere di vent’anni. Quindi, fino al 2032, il governo dovrà tagliare le uscite dello Stato ogni anno di almeno 50 miliardi, cui vanno aggiunti 30/40 miliardi di spese per interessi al tasso ottimistico del 2 per cento (adesso siamo al 4 per cento) sempre nella speranza che il Pil torni a crescere. Insomma, ogni anno dovremo rinunciare a 80/90 miliardi. Lo credete possibile? Penso proprio di no.
Domanda, ma chi ha approvato il Fiscal Compact si è reso conto degli impegni presi, oppure pensa già che ben difficilmente verranno rispettati?
Ecco, è proprio l'insipienza di questa classe politica, comprovata per l'ennesima volta, che fa paura ai cittadini e spinge la speculazione ad agire. Purtroppo all'orizzonte, in Italia come in Europa, vedo solo nani politici, non si trova un gigante che abbia idee e le metta in pratica.
Un caro saluto e un buon fine settimana
Gianfranco
mercoledì 11 luglio 2012
En attendant Godot
Cari Amici,
il nodo della crisi è sempre quello, la reticenza (se non aperta ostilità) dei tedeschi e dei loro organi istituzionali ad impegnarsi per il salvataggio dei Piigs.
Ieri non è arrivta l'attesa decisione della Corte costituzionale della Germania in merito al Fondo salva Stati permanente (Esm) e al Fiscal Compact. L'udienza si è conclusa senza aver stabilito una data precisa in cui verrà presa una decisione definitiva. Il ministro delle Finanze di Berlino, Wolfgang Schaueble, intanto ha chiesto alla Corte di formulare un giudizio sulla costituzionalità dell'Esm e del Fiscal Compact entro qualche settimana. Insomma, l'incertezza regna sovrana, il tempo passa, la casa rischia di bruciare definitivamente ma i pompieri non arrivano.
Un caro saluto
Gianfranco
il nodo della crisi è sempre quello, la reticenza (se non aperta ostilità) dei tedeschi e dei loro organi istituzionali ad impegnarsi per il salvataggio dei Piigs.
Ieri non è arrivta l'attesa decisione della Corte costituzionale della Germania in merito al Fondo salva Stati permanente (Esm) e al Fiscal Compact. L'udienza si è conclusa senza aver stabilito una data precisa in cui verrà presa una decisione definitiva. Il ministro delle Finanze di Berlino, Wolfgang Schaueble, intanto ha chiesto alla Corte di formulare un giudizio sulla costituzionalità dell'Esm e del Fiscal Compact entro qualche settimana. Insomma, l'incertezza regna sovrana, il tempo passa, la casa rischia di bruciare definitivamente ma i pompieri non arrivano.
Un caro saluto
Gianfranco
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