Cari Amici,
in primo luogo buone vacanze, se siete in procinto di partire. O buon rientro se riprendete il lavoro.
Dopo il post di giovedì, con i mercati sotto frana, c'è stato il netto rimbalzo di ieri. Vi direte, Gianfranco ha cannato la sua analisi, la Bce di Mario Draghi ha sconfitto la Bundesbank. Non so, vedremo in futuro. So però che siamo ancora nel pieno della crisi e che le previsioni non sono le più rosee.
Mi permetto di citare in proposito l'analisi del premio Nobel Paul Krugman su quanto succede. 'Se la Germania proseguirà testardamente con la strategia sin qui applicata, si prefigura una serie di passaggi legati tra loro da una sorta di effetto domino. La Grecia uscirà in breve tempo dall’euro, Spagna e Italia subiranno un’imponente fuga di capitali, le banche iberiche e italiane bloccheranno i conti correnti per arginare la fuga e fisseranno limiti ai prelievi quotidiani. A quel punto, soltanto un intervento della Bce salverebbe il sistema bancario continentale dal tracollo'.
Abbandonare l’austerità e ritornare alle politiche keynesiane, fatte soprattutto d'investimenti mirati nella spesa pubblica: per Krugman non c’è altra possibilità per evitare il corto circuito globale.
In agosto non sarò presente tutti i giorni sul blog, ma vi penserò costantemente. Un caro saluto, un abbraccio e buone vacanze
Gianfranco
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sabato 4 agosto 2012
giovedì 17 maggio 2012
Scacco matto in 4 mosse
Cari Amici,
il premio Nobel Paul Krugman ci invita al gioco dell'euro con una partita dal titolo: Euro, matto in 4 mosse.
La prima: la sinistra greca vince le elezioni, rinnega i patti precedenti e la Grecia esce dall'euro già il mese prossimo.
La seconda: inizia la corsa alle banche in Spagna e Italia, con tutti i disagi sociali e politici del caso.
La terza: si introducono misure per evitare l'export di capitali da questi due paesi e si finanziano le banche sotto stress con immissione di liquidità.
La quarta ha due soluzioni: o la Bce si assume il ruolo di banca centrale, stampa moneta a iosa per salvare i due paesi e rilanciare la crescita, Germania permettendo, oppure l'euro finisce.
Suggerisco due varianti a questo scenario. La prima è che il Fondo Monetario interviene pesantemente per salvare almeno l'Italia. Oppure che la Germania si rompe le scatole dell'euro e torna al marco. In questo caso l'euro sopravvive come moneta debole dei Piigs. Meditate.
Un caro saluto e un buon fine settimana
Gianfranco
il premio Nobel Paul Krugman ci invita al gioco dell'euro con una partita dal titolo: Euro, matto in 4 mosse.
La prima: la sinistra greca vince le elezioni, rinnega i patti precedenti e la Grecia esce dall'euro già il mese prossimo.
La seconda: inizia la corsa alle banche in Spagna e Italia, con tutti i disagi sociali e politici del caso.
La terza: si introducono misure per evitare l'export di capitali da questi due paesi e si finanziano le banche sotto stress con immissione di liquidità.
La quarta ha due soluzioni: o la Bce si assume il ruolo di banca centrale, stampa moneta a iosa per salvare i due paesi e rilanciare la crescita, Germania permettendo, oppure l'euro finisce.
Suggerisco due varianti a questo scenario. La prima è che il Fondo Monetario interviene pesantemente per salvare almeno l'Italia. Oppure che la Germania si rompe le scatole dell'euro e torna al marco. In questo caso l'euro sopravvive come moneta debole dei Piigs. Meditate.
Un caro saluto e un buon fine settimana
Gianfranco
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martedì 28 febbraio 2012
Dio stramaledica l'euro
Cari Amici,
durante la seconda guerra mondiale il giornalista Mario Appelius, di nota fede fascista, apriva le trasmissioni radio al grido di «Dio stramaledica gli inglesi», i nostri nemici dell'epoca.
Oggi, stando a quanto avviene, dovremmo dire «Dio stramaledica l'euro».
Ho letto ieri un interessante articolo dell'ex direttore generale del Fondo Monetario, Joesph Stliglitz, secondo il quale l'austerità, vista come rimedio ai troppi debiti dei Piigs, non paga. A sostegno delle sue tesi Stiglitz citava il caso dell'Islanda, io aggiungo l'Argentina.
In un articolo di Paul Krugman pubblicato oggi sulla prima pagina de la Repubblica si sostengono le stesse tesi affermando che i paesi periferici dell'Europa, appunto i Piigs, sono strangolati dall'euro e dall'austerità: il Portogallo ha un tasso di disoccupazione del 13 per cento, Irlanda, Spagna e Grecia viaggiano su quei livelli. In Italia ci arriveremo, se non si cambia registro. La soluzione: cacciare con il voto i signori dell'euro, Merkel, Sarkozy, Monti, Draghi, e spezzare la gabbia monetaria che ci sta soffocando.
Prima lo faremo meglio sarà.
Un caro saluto
Gianfranco
durante la seconda guerra mondiale il giornalista Mario Appelius, di nota fede fascista, apriva le trasmissioni radio al grido di «Dio stramaledica gli inglesi», i nostri nemici dell'epoca.
Oggi, stando a quanto avviene, dovremmo dire «Dio stramaledica l'euro».
Ho letto ieri un interessante articolo dell'ex direttore generale del Fondo Monetario, Joesph Stliglitz, secondo il quale l'austerità, vista come rimedio ai troppi debiti dei Piigs, non paga. A sostegno delle sue tesi Stiglitz citava il caso dell'Islanda, io aggiungo l'Argentina.
In un articolo di Paul Krugman pubblicato oggi sulla prima pagina de la Repubblica si sostengono le stesse tesi affermando che i paesi periferici dell'Europa, appunto i Piigs, sono strangolati dall'euro e dall'austerità: il Portogallo ha un tasso di disoccupazione del 13 per cento, Irlanda, Spagna e Grecia viaggiano su quei livelli. In Italia ci arriveremo, se non si cambia registro. La soluzione: cacciare con il voto i signori dell'euro, Merkel, Sarkozy, Monti, Draghi, e spezzare la gabbia monetaria che ci sta soffocando.
Prima lo faremo meglio sarà.
Un caro saluto
Gianfranco
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