Cari Amici,
in questo caldo fine settimana mi sono letto i giornali, ho consultato i siti che contano, parlato con qualcuno e, dopo lo scoramento di ieri (di cui chiedo scusa) sono giunto a queste conclusioni.
La signora Merkel doveva dare una soddisfazione morale a Mario Monti, in caso contrario al prossimo vertice si sarebbe trovata di fronte un italiano ostile all'euro (senza contare il rischio di una crisi politica "al buio" in Italia); i 120-130 miliardi di aiuti per la crescita erano già stati preventivati.
Credo che le misure dei vari fondi salvastati abbiano lo scopo di preparare il sistema bancario ad affrontare il nodo Grecia che sta venendo al pettine. La Grecia, ricordiamo, ha presentato al summit un memorandum con il quale si chiede di rinviare di due anni le misure di austerità. Un ricatto vero e proprio al confronto del quale quello di Monti sulla Tobin Tax fa ridere.
Ora i riflettori si spostano sulla Grecia che, stando alle notizie della settimana scorsa, dal mese prossimo non avrà più i soldi per pagare stipendi e pensioni. L'ora della verità sta per arrivare, e presto.
Un caro saluto e un buon fine settimana
Gianfranco
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sabato 30 giugno 2012
Scoramento
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giovedì 28 giugno 2012
L'untorello
Cari Amici,
più la Cancelliera dice no agli eurobonds, più cresce il suo consenso presso gli elettori tedeschi, almeno un punto a settimana. Ecco perchè credo che dal vertice in corso a Bruxelles uscirà ben poco.
L'untorello Monti, che vuole ricattare la Germania con la Tobin Tax in cambio di misure antispread, verrà a casa a mani vuote. Forse, come unica consolazione, otterrà qualcosa sul fronte bancario ma poco o nulla sul fronte del debito.
Intanto il Pil sprofonda e di ripresa non si vede neppure l'ombra.
Un caro saluto
Gianfranco
più la Cancelliera dice no agli eurobonds, più cresce il suo consenso presso gli elettori tedeschi, almeno un punto a settimana. Ecco perchè credo che dal vertice in corso a Bruxelles uscirà ben poco.
L'untorello Monti, che vuole ricattare la Germania con la Tobin Tax in cambio di misure antispread, verrà a casa a mani vuote. Forse, come unica consolazione, otterrà qualcosa sul fronte bancario ma poco o nulla sul fronte del debito.
Intanto il Pil sprofonda e di ripresa non si vede neppure l'ombra.
Un caro saluto
Gianfranco
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venerdì 17 febbraio 2012
Lo Spread
Cari Amici,
ma chi rema contro l'Italia? Chi fa salire lo spread penalizzando il paese che deve pagare maggiori rendimenti sul debito? Ma la speculazione, certo, e non solo quella dei grandi traders. Potete farlo anche voi.
Ogni giorno spuntano nuove piattaforme finanziarie per favorire le manovre speculative: l'ultima si chiama World Spread e, come si deduce dal nome, invita a scommettere sull'andamento degli spread delle varie nazioni. La leva finanziaria può passare da 100 a 200 volte il capitale investito: chi vende uno spread dell'Italia che vale 400 euro può beneficiare di un finanziamento di 390 euro. E' chiaro che con questa leva invece di un solo spread l'operatore ne venderà o comprerà mille. Sono le banche a fornire la materia prima per queste manovre: in questo momento negano i soldi alle imprese ma li danno volentieri agli speculatori, tanto loro sono garantite. Se poi lo speculatore sbaglia la direzione del movimento oppure i tempi le banche gli portano via tutti i depositi a garanzia. Tanti piccoli e medi speculatori, i cosiddetti mercati, fanno una massa d'urto che con la leva delle banche esercita pressioni inarrestabili su tutto, dagli spread alle materie prime.
Altro che Tobin tax, qui ci vorrebbe la Cayenna.
Un caro saluto e un buon fine settimana
Gianfranco
ma chi rema contro l'Italia? Chi fa salire lo spread penalizzando il paese che deve pagare maggiori rendimenti sul debito? Ma la speculazione, certo, e non solo quella dei grandi traders. Potete farlo anche voi.
Ogni giorno spuntano nuove piattaforme finanziarie per favorire le manovre speculative: l'ultima si chiama World Spread e, come si deduce dal nome, invita a scommettere sull'andamento degli spread delle varie nazioni. La leva finanziaria può passare da 100 a 200 volte il capitale investito: chi vende uno spread dell'Italia che vale 400 euro può beneficiare di un finanziamento di 390 euro. E' chiaro che con questa leva invece di un solo spread l'operatore ne venderà o comprerà mille. Sono le banche a fornire la materia prima per queste manovre: in questo momento negano i soldi alle imprese ma li danno volentieri agli speculatori, tanto loro sono garantite. Se poi lo speculatore sbaglia la direzione del movimento oppure i tempi le banche gli portano via tutti i depositi a garanzia. Tanti piccoli e medi speculatori, i cosiddetti mercati, fanno una massa d'urto che con la leva delle banche esercita pressioni inarrestabili su tutto, dagli spread alle materie prime.
Altro che Tobin tax, qui ci vorrebbe la Cayenna.
Un caro saluto e un buon fine settimana
Gianfranco
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