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mercoledì 22 maggio 2013

Tertium non datur

Cari Amici,
le Borse salgono e con ogni probabilità continueranno a salire, perché all'orizzonte si intravedono soltanto manovre inflattive (tanta liquidità in ogni parte del mondo) e nessun freno monetario. Anche l'Ue sembra orientata verso questa direzione che verrà attuata non tramite la stampa di nuova moneta (la Germania si opporrebbe) ma attraverso un calo dei tassi di interesse. Le autorità sperano che grazie al rialzo delle Borse dovuto al danaro facile una parte di questa euforia finanziaria si trasferisca all'economia reale. Sarà vero? Non lo credo.
L'economia reale continua a peggiorare, mentre la disoccupazione giovanile nei Piigs è perfino superiore ai livelli della grande Depressione.
Che succederà allora? Gli esperti calcolano che se i Piigs vogliono recuperare i livelli di competitività che hanno perso nei confronti della Germania in termini di costo del lavoro, devono ridurre i salari del 40 per cento. E provvedimenti in tal senso renderanno in Italia, Spagna, Grecia e anche Francia le tensioni sociali insostenibili. L'alternativa: si spacca l'euro. Tertium non datur...
Un caro saluto
                          
Gianfranco

domenica 19 maggio 2013

Squinzi

Cari Amici,
«L'euro è un vero fattore di coesione per l'Europa. Uscire dall'euro per l'Italia vorrebbe dire una decrescita del Pil nell'ordine del 25-30 per cento, cioè tornare indietro come livelli di vita nel nostro Paese di 25 o 30 anni». Lo ha detto oggi a Torino il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Scusate, ma per quanto riguarda livello di occupazione, consumi, investimenti industriali, produzione ed export, istruzione, disagio sociale, pressione fiscale, disuguaglianze tra ricchi e poveri non stiamo peggio di venti o trenta anni fa? Non sarà che i difensori dell'euro stanno facendo del terrorismo economico?
Un caro saluto e un buon avvio di settimana
                                                                                  
Gianfranco

venerdì 26 aprile 2013

Pena

Cari Amici,
Frau Merkel dice che stando all'economia tedesca i tassi dovrebbero salire.
Ma i principali Paesi europei in crisi (Francia, Italia e Spagna) chiedono invece un calo dei tassi per creare investimenti e lavoro. In sostanza, ci vorrebbero due monete in Europa, una per la quale abbassare i tassi e una per rialzarli.
Ma l'euro è uno solo e, ormai, è una coperta troppo corta che copre ben poco.
Nel frattempo, Frau Merkel dice di provare pena per Mario Draghi e per il suo compito.
Ma che cosa prova la Cancelliera per i milioni di disoccupati sempre più imbufaliti che affollano le strade d'Europa?
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco

venerdì 5 aprile 2013

Percentuale

Cari Amici
secondo uno studio commissionato da una grande società statunitense di risparmio gestito, le probabilità che l'Italia esca dall'euro non vanno oltre il 10 per cento. Eppure le forze politiche italiane che puntano verso questa soluzione sono due: il Pdl di Berlusconi e il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. E non è detto che, di fronte al deterioramento del quadro sociale ed economico, anche una parte del Pd non si orienti verso il ripensamento della politica di austerità seguita sino ad oggi. Insomma, sulla linea del rigore resta soltanto Mario Monti, uscito sconfittodalle ultime elezioni.
Un caro saluto e un buon fine settimana.

Gianfranco

mercoledì 27 marzo 2013

Dopo la tregua

Cari Amici,
avevo scritto, dopo le elezioni, che i mercati concedevano una tregua di due settimane al nostro sistema politico e poi, in mancanza di soluzioni, avrebbero ripreso a colpirci in maniera decisa e mirata. Era facile prevedere il periodo di tregua, ma ora che la pressione è iniziata è assai più difficile quando e come finirà.
La speculazione punta a far soldi, è vero, però nel caso dell'Italia vorrà farne tanti (puntando ad esempio all'uscita del nostro paese dall'euro) oppure si limiterà a obiettivi più modesti?
Non so che dire, però si è messo in moto un meccanismo che potrebbe rivelarsi esiziale per il nostro paese. Speriamo in bene.
Un caro saluto

Gianfranco

mercoledì 20 marzo 2013

Singapore

Cari Amici,

«Ogni settimana nella baia di Singapore viene a galla un cadavere. Non si può prevederne l'identità, ma state certi che emergerà». Coniato negli anni '90, all'epoca della crisi del Bath (la moneta thailandese,  n.d.r.), questo detto finanziario ritorna di moda ai giorni nostri per ricordare che non si sa ancora quanti scheletri vi siano negli armadi della finanza mondiale ma si sa per certo che prima o poi si manifesteranno.

Chi pensava sino a qualche giorno fa che Cipro potesse costituire un trauma per l'euro e i paesi indebitati in genere? Nessuno, eppure il cadavere è emerso e adesso bisogna risolvere il caso.
Ci dicono che il caso Cipro rappresenta una situazione che non coinvolgerà il sistema, eppure nelle sue medesime condizioni ci sono Slovenia, Ungheria e i ben noti Piigs. Insomma, i banchieri centrali dovranno stare bene attenti nei prossimi mesi.
Un caro saluto

Gianfranco

domenica 17 marzo 2013

Compatti

Cari Amici,
la sfuriata di Beppe Grillo contro i suoi parlamentari che hanno votato per Grasso è destinata  a lasciare il tempo che trova. Ben altri sono gli appuntamenti che i Grillini dovranno affrontare compatti nei prossimi mesi. Partiamo dall'euro: Grillo chiede un referendum nazionale in proposito e il PD e Monti si opporranno: qui bisognerà mostrare compattezza. E poi ci sono riforma elettorale, riforma costituzionale, lotta all'evasione e alla corruzione, lavoro, e non ultima la cancellazione del programma Tav. Credo sia stato giusto impedire l'elezione di Schifani, c'è un limite a tutto. Le vere prove, però, arriveranno presto.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco

mercoledì 13 marzo 2013

Tenaglia

Cari Amici,
mi dicono che il Cavaliere sia estremamente irritato, e non solo per i procedimenti giudiziari. La sua ira trae origine dal fatto che Mediolanum, il braccio armato del Caimano, è stata messa nell'incapacità di fare danni.
In passato, nel corso di crisi politiche e finanziarie, Mediolanum si distingueva per manovre finanziarie al ribasso su Borsa, Btp, euro e spread, operazioni ispirate da soffiate che arrivavano dall'inquilino di palazzo Chigi. Ora non è più così. Le grandi banche Unicredit e Intesa non sono più con lui e si muovono sui mercati in direzione opposta: quando lui vende loro comprano e viceversa, così Mediolanum, stretta in una tenaglia fortissima, non fa più soldi grazie al panico dei mercati.
Se non verrà in suo aiuto la speculazione estera, questa volta il Cavaliere sarà immobilizzato.
In attesa della spallata finale.
Un caro saluto

Gianfranco

lunedì 4 marzo 2013

La tregua

Cari Amici,
sui mercati azionari e valutari si dice che la grande speculazione ha concesso all'Italia una tregua di un paio di settimane dalla fine delle elezioni; se la situazione politica non uscità dallo stallo nella quale è entrata, allora partiranno le vere manovre al ribasso su Borse ed euro e sul rialzo dello spread il cui fine potrebbe essere anche la frantumazione del sistema monetario europeo. In sostanza, i ribassi di questi giorni non sarebbero che l'antipasto di una mazzata finanziaria che sconvolgerebbe la vita di tutti noi.
Non so se queste voci abbiano fondamento, so però che in Europa cresce il partito ostile alla politica dell'austerity e, implicitamente, all'euro. L'attesa sarà breve, tra una decina di giorni, dopo l'insediamento del nuovo Parlamento, potremmo già vedere gli avvoltoi all'opera.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco

venerdì 15 febbraio 2013

Guerra di monete, o della svalutazione competitiva

Cari Amici,
di che si parla in questi giorni al summit del G20 a Mosca? Di ripresa economica, come fanno intendere i commenti ufficiali o, in realtà, di una guerra delle valute che sta coinvolgendo le cancellerie di tutto il mondo? Ma di quest'ultima, ovviamente.
Stati Uniti e Giappone perseguono - chi da sempre come gli USA, chi da pochi mesi come il Giappone - il deprezzamento della propria valuta come strumento per rendere più competitive le proprie merci e alzare il prezzo di quelle degli altri. Sciocchezze direte. Non tanto.
Pensate che in pochi mesi lo yen si è svalutato del 25 per cento contro l'euro e i produttori di macchine, prodotti elettronici e hi-tech made in Japan battono ormai quelli europei. Il Venezuela, ricco di petrolio, ha fatto capire che non ci sta a questi gioco al massacro e ha svalutato la propria moneta del 46 per cento. La Svizzera si è messa a stampare franchi come non mai per impedire alla propria moneta di scendere al di sotto di quota 1,20 contro euro.
La sola Banca centrale impreparata a questo compito è la Bce, che non può stampare moneta. L'Europa è quindi un gigante disarmato che si muoverà soltanto quando le imprese tedesche andranno in crisi a causa di un euro troppo forte. Ci vorrà tempo, però. Prepariamoci a soffrire.
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco

venerdì 9 novembre 2012

Dum Romae loquitur...

Cari Amici,
nel giro di un paio di mesi l'orizzonte politico finanziario europeo, che sembrava essersi rasserenato dopo la decisione della Corte Costituzionale tedesca di garantire la presenza della Germania nel fondo salvastati, si è rannuvolato. Recessione, disoccupazione, moti sociali in Grecia e Spagna, sordi contrasti all'interno dell'Europa tra i paladini dell'austerità a quelli dello sviluppo, hanno minato il clima di cooperazione e fiducia nato alla fine dell'estate.
Così le Borse hanno preso a scendere, l'euro si è indebolito, lo spread è tornato a salire, mentre sullo sfondo la questione greca non è per nulla risolta, anzi. Forse i tedeschi, alle prese anche loro con la recessione, si stanno rendendo conto che l'austerità non paga. Oppure pensano, finalmente, che non si può uscire indenni da una crisi che incendia gli Stati vicini; nessuno può chiamarsi fuori.
Credo però che passerà ancora qualche mese prima che a Berlino adottino decisioni contrarie alla linea politica perseguita sino ad oggi. Prima ci saranno le elezioni. Morale: dum Romae loquitur, Saguntum perit, dicevano i romani.
Accadrà anche oggi?
Un caro saluto e un buon fine settimana
                                                                               
Gianfranco

venerdì 19 ottobre 2012

Sovranità

Cari Amici,
si sta consumando lo strappo tra Germania e Francia su una questione fondamentale per il futuro dell'Europa.
La signora Merkel vuole imporre controlli sovranazionali sulle politiche economiche dei paesi euro mediante l'introduzione di organismi nuovi, commissari speciali, agenzie di credito, supervisori in base ad un  semplice principio: chi paga di più per risanare l'Europa, e la Germania lo fa, ha il diritto di controllare come spendono i paesi in crisi.
La Francia, gelosa delle proprie autonomie, non tollera alcuna intrusione comunitaria nella  sovranità nazionale. Su questo dibattito potrebbe consumarsi uno strappo tale da spingere la Germania ad uscire dall'euro. In mezzo c'è l'Italia di Mario Monti che media tra i due colossi europei, mentre l'Inghilterra, che tanti anni fa scelse la clausola 'opt out', si chiama fuori ed osserva con attenzione i problemi degli altri.
Un caro saluto

Gianfranco

venerdì 12 ottobre 2012

Rieccola

Cari Amici,
a quanto pare siamo di nuovo alle prese con la crisi del sistema euro e dell'Europa in generale.
Sembravamo averla dimenticata dopo le parole forti di Draghi in agosto (l'euro è irreversibile), dopo la decisione della Corte Tedesca di settembre di approvare il meccanismo salvastati e dopo l'idea di creare un'unione bancaria europea sotto il controllo della Bce. L'euforia di questi fatti ha rafforzato l'euro e le Borse e ha ridotto gli spread.

Ma all'orizzonte si sono presentati nuovi guai, come era prevedibile, sotto forma dell'aggravarsi della disoccupazione a livello europeo, dell'inflazione importata dal caro materie prime e del sempre maggior divario tra Europa del nord e quella del sud. Pesa, soprattutto, l'ottusità delle classi politiche dell'Europa che pensano solo a riforme e ad austerità e non alla ripartizione dei sacrifici.
Così l'umore generale è tornato nero mentre le piazze si agitano e sale il disagio. Oggi ci si interroga sull'esistenza stessa dell'Unione Europea e sul da farsi in caso di una sua implosione. Meglio ora oppure rinviarla? A quando la vera svolta?
Un caro saluto e un buon fine settimana

 Gianfranco

venerdì 28 settembre 2012

Non cambierà mai

Cari Amici,
ormai è chiaro, il Cavaliere non cambia, è sempre lo stesso.
Stando a quel che dice, sembra che imposterà la sua campagna elettorale sulla fuga dall'euro (forse anche sull'abolizione dell'Imu): o la Germania esce dalla moneta unica tornando al marco, ha detto, o ce ne andiamo noi. La sua visione del mondo, e in genere del nostro futuro politico, è dettata esclusivamente da egoismi personali e motivi elettorali, non certo da elementi che possono aiutare il Paese. Per l'ennesima volta il Cavaliere, e con lui gran parte della classe politica italiana, mostra i suoi limiti.
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco

mercoledì 26 settembre 2012

La trappola

Cari Amici,
nei giorni scorsi ho accennato al problema della liquidity trap, o trappola della liquidità: le banche centrali pompano quattrini nel sistema per rilanciare l'economia ma la macchina non riparte, i consumi non decollano ugualmente perché la gente non ha soldi da spendere. Finalmente i mercati si sono resi conto del problema e stanno ponendo fine all'euforia che ha fatto seguito all'annuncio di manovre monetarie da parte della Bce e della Fed.

Che succederà ora? La situazione peggiora in Spagna e in Grecia e non è che da noi vada molto meglio. Se Draghi e compagni hanno scongiurato la fine dell'euro non hanno però risolto i problemi della recessione. Da sempre questo è un compito della classe politica, che al momento latita.
Un caro saluto

Gianfranco

sabato 8 settembre 2012

Referendum

Cari Amici,
euforia dei mercati (Borse, euro, spread) per la decisione della Banca Centrale Europea di salvare gli Stati in crisi attraverso l'acquisto 'illimitato' di Btp, Bonos e altro. Adesso attendiamo la reazione tedesca a questo progetto che, secondo l'opinione d'oltralpe,  mina alle base le regole del gioco comunitario.
Nei giornali tedeschi si sente sempre più spesso parlare di 'referendum', una grande consultazione popolare per verificare se il popolo tedesco approva quanto avverrà oppure se intende procedere diversamente, vale a dire staccarsi autonomamente dall'euro e tornare al marco.
«The euro is irreversible» ha detto a muso duro Mario Draghi ai tedeschi che lo attaccavano per le decisioni imposte; con il referendum contrario alla Bce, l'euro resterebbe sempre irreversibile. Ma senza la Germania.
Un caro saluto e buona fine settimana

Gianfranco

giovedì 6 settembre 2012

Stagflation

Cari Amici,
il dado è tratto: la Banca Centrale Europea stamperà moneta per aiutare i paesi indebitati e salvare l'euro.

La conseguenza è una sola, e si chiama 'stagflation' una parolaccia che significa inflazione e ristagno economico. Ci andranno di mezzo lavoratori, pensionati e in genere le categorie economiche meno protette mentre ci guadagneranno gli speculatori e chi ha esportato valuta.

Sorge ora il dubbio: i tedeschi saranno disposti ad accettare la stagflation? Avete già sentito le critiche rivolte alla Bce dai media e dai politici tedeschi: l'anno prossimo in Germania si vota e saranno in molti quelli che presenteranno il conto a Frau Merkel.
Un caro saluto

Gianfranco

lunedì 3 settembre 2012

Il Trilemma

Cari Amici,
settimana decisiva, dicono, per le sorti dell'euro.

Io non lo credo, ormai ci sono stati più di 30 incontri al vertice e poco o nulla è stato fatto per risolvere i guai di un errore fatto almeno 15 anni fa, quello della creazione di una moneta comune tra paesi con politiche economiche e fiscali diverse.

Ora le soluzioni prospettate per uscire da questa situazione di penoso stallo economico (si vedano i dati sull'occupazione) sono tre, e molto semplici:
1) proseguire l'attuale e altamente impopolare politica dell'austerità presso i paesi indebitati;
2) travasare infiniti  fondi dal nord Europa verso i paesi indebitati, con tutti i rischi del caso;
3) spaccare il sistema euro e tornare alle divise nazionali.

Voi lettori affezionati di questo blog per per quale delle tre soluzioni optereste?
Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco

lunedì 13 agosto 2012

Rinvio?

Cari Amici,
per via di una nuova azione legale, la decisione della Corte Costituzionale tedesca sulla legittimità del fondo salva-Stati Esm e del Fiscal Compact potrebbe slittare «molto oltre» il 12 settembre prossimo, data per cui era originariamente attesa. Lo scrive il sito online del quotidiano economico-finanziario tedesco Handelsblat. Alla base di tutto vi è  una causa indetta da un gruppo storicamente "euroscettico" che gravita attorno a Markus Kerber, professore di tecnologia all'università di Berlino, che ha preso spunto da un procedimento simile intentato da un parlamentare irlandese, da dieci giorni in esame presso la corte di giustizia europea a Lussemburgo.

Essendo la Corte Europea sovra-ordinata a quella tedesca, ai giudici costituzionali di Karlsruhe non rimarrebbe altro da fare che aspettare il giudizio dal Lussemburgo, stando a quello che sostengono i querelanti. Proprio per questo la decisione sarà spostata oltre il 12 settembre.
Usque tandem, Germania, abuteris patientia nostra?
un  caro saluto

Gianfranco

giovedì 2 agosto 2012

Il bluff

Cari Amici,
il dubbio è stato sciolto, il bluff di Mario Draghi è stato visto dai falchi della Bundesbank e i cocci dello scontro sono tutti sul tappeto: borse, spread, euro, etc. Oggi almeno tutto è più chiaro, i veli sono calati e il re è nudo.

La Germania non vuole salvare l'euro secondo i parametri voluti da Draghi, Monti e Hollande, cioè con la soluzione monetaria. I cordoni della Bce verranno allargati soltanto con la cessione di sovranità da parte dei paesi indebitati e l'intrusione della Germania nei meccanismi decisionali dei Piigs. Potrebbe essere una soluzione, ma non credo possa bastare. Ormai si va alle conseguenze estreme: o la Germania lascia l'euro oppure i paesi indebitati, Italia compresa, tornano alle divise nazionali. Ognuno si assuma le sue responsabilità.

Ma presto, non bisogna perdere altro tempo.
Un caro saluto

Gianfranco