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giovedì 21 febbraio 2013

Guerra delle Valute - 2

Cari Amici,
qualche giorno ho accennato fa alla guerra delle valute al vertice del G20 di Mosca. Ufficialmente si parlava di crescita, in realtà si discuteva delle svalutazioni competitive che Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e Svizzera praticano per difendere le rispettive esportazioni. Ora arriva la prima conferma di quanto si sosteneva: in America la Federal Reserve potrebbe bloccare il programma di creazione di nuova liquidità (circa 85 miliardi di dollari al mese). Risultato: il dollaro si rafforza mentre le Borse, che per crescere hanno bisogno di liquidità, scendono.
Intanto, qualcuno si rende conto che stampare moneta crea inflazione e pensa di muoversi in direzione opposta. In Italia le perdite di Borsa sono maggiori rispetto al resto del mondo perché si sta innescando la scommessa elettorale che prevede una situazione ingovernabile dopo il voto.
Un caro saluto
                         
Gianfranco

domenica 15 aprile 2012

Le tre D

Cari Amici,
negli ultimi cento anni si sono verificati nel mondo 69 casi di rottura di unioni monetarie, come dire: la storia è piena di rottami finanziari. Perché non rompere anche l'euro, mal progettato e mal realizzato? Questo è il sunto di un lungo servizio de "The Economist" sui guai finanziari europei. Come effetto di questo perverso progetto i paesi dell'Unione Europea, incapaci di svalutare la loro moneta, ricorrono a misure restrittive per non perdere competitività, spingendo al ribasso i salari e creando disoccupazione e tensioni sociali.
In Gran Bretagna hanno indetto un concorso, con un ricco premio, per cinque soluzioni in grado di sciogliere il nodo euro. Tra i cinque studi, sembra prevalere il "sistema delle 3 D", ovvero depart, default, devaluation. I Paesi escono dall'euro, falliscono e svalutano. Semplice, gli esempi del passato lo suggeriscono, ma oggi i politici europei sembrano paralizzati dal timore delle conseguenze di questa mossa inevitabile. E nessuno si muove.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco

mercoledì 14 marzo 2012

Dopo i Piigs

Cari Amici,
leggo dalle agenzie: L'agenzia di rating Fitch conferma la tripla 'A' al debito pubblico britannico ma cambia l'outlook da 'stabile' a 'negativo'.  A peggiorare l'outlook la constatazione che il deficit è secondo per dimensioni solo a quello Usa.  Insomma, dopi i Piigs è la volta della Gran Bretagna ad entrare nel mirino delle agenzie di rating. Poi sarò la volta del Belgio.
Il girone infernale è soltanto agli inizi.
Un caro saluto

Gianfranco