Cari Amici,
ieri in Spagna, rivela il Financial Times, sono usciti dal paese almeno 100 milioni di euro. Proprio come è successo in passato in Grecia e come avviene in Italia, a giudicare dal cambio euro/dollaro ed euro/franco svizzero. Anche in Spagna, quindi, siamo entrati nella seconda fase del collasso. La terza, insegna il default argentino, sarà la corsa agli sportelli e la possibile vittoria della sinistra in Grecia, data per favorita nei sondaggi, potrebbe accelerare i tempi. D'altra parte la leadership europea si aggrappa ai suoi mantra e non riesce a formulare nuove proposte: sembra paralizzata dagli eventi. È bene che vada a casa.
Un caro saluto e un buon fine settimana
Gianfranco
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venerdì 1 giugno 2012
venerdì 9 marzo 2012
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Cari Amici,
sin dall'inizio del caso Grecia sul tavolo c'erano due opzioni per l'inevitabile default: ordinato o selvaggio. Con gli eventi di questi giorni si va verso il defaul ordinato: chi possiede titoli greci perde il 75 per cento del valore, anche se ufficialmente si parla del 50,3 per cento. L'Argentina fece default al 66 per cento, quindi la Grecia ha fatto peggio. Però è stato un default ordinato, quindi per il momento il rischio contagio è stato scongiurato. Vedremo il mese prossimo, dopo le elezioni in Grecia, se il nuovo Governo rispetterà gli accordi.
Un caro saluto e un buon fine settimana
Gianfranco
sin dall'inizio del caso Grecia sul tavolo c'erano due opzioni per l'inevitabile default: ordinato o selvaggio. Con gli eventi di questi giorni si va verso il defaul ordinato: chi possiede titoli greci perde il 75 per cento del valore, anche se ufficialmente si parla del 50,3 per cento. L'Argentina fece default al 66 per cento, quindi la Grecia ha fatto peggio. Però è stato un default ordinato, quindi per il momento il rischio contagio è stato scongiurato. Vedremo il mese prossimo, dopo le elezioni in Grecia, se il nuovo Governo rispetterà gli accordi.
Un caro saluto e un buon fine settimana
Gianfranco
martedì 28 febbraio 2012
Dio stramaledica l'euro
Cari Amici,
durante la seconda guerra mondiale il giornalista Mario Appelius, di nota fede fascista, apriva le trasmissioni radio al grido di «Dio stramaledica gli inglesi», i nostri nemici dell'epoca.
Oggi, stando a quanto avviene, dovremmo dire «Dio stramaledica l'euro».
Ho letto ieri un interessante articolo dell'ex direttore generale del Fondo Monetario, Joesph Stliglitz, secondo il quale l'austerità, vista come rimedio ai troppi debiti dei Piigs, non paga. A sostegno delle sue tesi Stiglitz citava il caso dell'Islanda, io aggiungo l'Argentina.
In un articolo di Paul Krugman pubblicato oggi sulla prima pagina de la Repubblica si sostengono le stesse tesi affermando che i paesi periferici dell'Europa, appunto i Piigs, sono strangolati dall'euro e dall'austerità: il Portogallo ha un tasso di disoccupazione del 13 per cento, Irlanda, Spagna e Grecia viaggiano su quei livelli. In Italia ci arriveremo, se non si cambia registro. La soluzione: cacciare con il voto i signori dell'euro, Merkel, Sarkozy, Monti, Draghi, e spezzare la gabbia monetaria che ci sta soffocando.
Prima lo faremo meglio sarà.
Un caro saluto
Gianfranco
durante la seconda guerra mondiale il giornalista Mario Appelius, di nota fede fascista, apriva le trasmissioni radio al grido di «Dio stramaledica gli inglesi», i nostri nemici dell'epoca.
Oggi, stando a quanto avviene, dovremmo dire «Dio stramaledica l'euro».
Ho letto ieri un interessante articolo dell'ex direttore generale del Fondo Monetario, Joesph Stliglitz, secondo il quale l'austerità, vista come rimedio ai troppi debiti dei Piigs, non paga. A sostegno delle sue tesi Stiglitz citava il caso dell'Islanda, io aggiungo l'Argentina.
In un articolo di Paul Krugman pubblicato oggi sulla prima pagina de la Repubblica si sostengono le stesse tesi affermando che i paesi periferici dell'Europa, appunto i Piigs, sono strangolati dall'euro e dall'austerità: il Portogallo ha un tasso di disoccupazione del 13 per cento, Irlanda, Spagna e Grecia viaggiano su quei livelli. In Italia ci arriveremo, se non si cambia registro. La soluzione: cacciare con il voto i signori dell'euro, Merkel, Sarkozy, Monti, Draghi, e spezzare la gabbia monetaria che ci sta soffocando.
Prima lo faremo meglio sarà.
Un caro saluto
Gianfranco
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mercoledì 15 febbraio 2012
Caccia al privato
Cari Amici,
il caso Grecia (ancora, direte, ma questo è il leit motiv del momento) è a un bivio. I ritardi dell'UE nel garantire i 140 miliardi promessi dipendono, oltre che dalle ambiguità politiche di Atene, anche dall'esito delle trattative in corso tra la Grecia e i creditori privati (per lo più Hedge fund, investitori istituzionali, ma anche privati) sul consolidamento del debiti esistenti, circa 100 miliardi di euro. Atene chiede uno sconto del 70 per cento: i 30 miliardi rimasti saranno sostituiti con obbligazioni a breve termine al 3,5 per cento ma senza alcuna garanzia. Se la Grecia fallisce anche questi titoli diventano carta straccia, e la perdita dei privati sale al 100 per cento.
Ora, se i creditori non sono concordi nell'accettare queste condizioni ricattatorie e capestro (per intenderci, la tanto biasimata Argentina rimborsa il 35 per cento del debito consolidato nel 2001) e minacciano di ricorrere ad azioni legali, fallisce la trattativa che dovrebbe chiudersi tra qualche giorno. In questo caso l'UE non manda soldi e la Grecia fallisce.
Riassumendo, le sorti della Grecia, dei Piigs e dell'euro sono nella mani di incauti speculatori e investitori. Ce lo siamo meritato?
Un caro saluto
Gianfranco
il caso Grecia (ancora, direte, ma questo è il leit motiv del momento) è a un bivio. I ritardi dell'UE nel garantire i 140 miliardi promessi dipendono, oltre che dalle ambiguità politiche di Atene, anche dall'esito delle trattative in corso tra la Grecia e i creditori privati (per lo più Hedge fund, investitori istituzionali, ma anche privati) sul consolidamento del debiti esistenti, circa 100 miliardi di euro. Atene chiede uno sconto del 70 per cento: i 30 miliardi rimasti saranno sostituiti con obbligazioni a breve termine al 3,5 per cento ma senza alcuna garanzia. Se la Grecia fallisce anche questi titoli diventano carta straccia, e la perdita dei privati sale al 100 per cento.
Ora, se i creditori non sono concordi nell'accettare queste condizioni ricattatorie e capestro (per intenderci, la tanto biasimata Argentina rimborsa il 35 per cento del debito consolidato nel 2001) e minacciano di ricorrere ad azioni legali, fallisce la trattativa che dovrebbe chiudersi tra qualche giorno. In questo caso l'UE non manda soldi e la Grecia fallisce.
Riassumendo, le sorti della Grecia, dei Piigs e dell'euro sono nella mani di incauti speculatori e investitori. Ce lo siamo meritato?
Un caro saluto
Gianfranco
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