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domenica 24 marzo 2013

Drôle de guerre

Cari Amici,
un recente sondaggio effettuato da Morgan Stanley presso grandi investitori italiani afferma che solo il 25 per cento di questi money maker valuta la possibilità che si torni a votare entro breve tempo, diciamo a settembre, quasi in contemporanea con le elezioni in Germania. Da come vanno le consultazioni di Bersani e dalle prese di posizione dei politici italiani credo (e non sono il solo a crederlo) che questa possibilità sia superiore al 70 per cento. Vedremo chi ha ragione.

Per ora i mercati restano calmi, sempre che il caso Cipro non scoppi più fragorosamente del previsto. La situazione mi ricorda la 'guerre de drole' combattuta tra tedeschi e francesi nell'autunno-inverno a cavallo tra il 1939 e il 1940: battaglie a colpi di altoparlanti e volantinaggi dal cielo per fiaccare il morale del nemico, e poco più. Poi arrivò il maggio del 1940.

Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco

giovedì 12 aprile 2012

Se 160 vi sembran pochi...

Cari Amici,
stando alle dichiarazioni rilasciate da un sottosegretario alle finanze in Parlamento (e non riprese dai media), gli impegni delle Amministrazioni Pubbliche italiane con i prodotti derivati a fine marzo ammontavano a circa 160 miliardi di euro. Questa la presa di posizione ufficiale del Governo dopo l'annuncio della perdita di 25 miliardi di euro con la sola Morgan Stanley. Quali altri voragini nei conti pubblici riserveranno le posizioni in essere? L'Italia dovrà pagare? È mai possibile che non si possano conoscere le potenziali perdite e i nomi di chi ha aperto queste posizioni, le ha avallate e autorizzate?
Misteri di un paese in fase di disfacimento.
Un caro saluto

Gianfranco

lunedì 19 marzo 2012

Gutta cavat...

Cari Amici,
Il Fatto Quotidiano pubblicherà un mio pezzo sul caso dei derivati, pezzo nel quale faccio i nomi dei ministri del Tesoro che hanno ricoperto l'incarico dal 1994 ad oggi. Ci sono nomi eccellenti: Ciampi, Barucci, Dini, Amato, Padoa Schioppa, Tremonti. Questi signori dovevano essere al corrente del contratto con Morgan Stanley, sempre che non siano stati presi di sorpresa da qualche iniziativa voluta dal direttore generale del Tesoro del 1994, Mario Draghi, e dal suo assistente Vittorio Grilli.
In che mani siamo finiti dunque? E nessuno dice nulla. Spero che alla fine la verità emerga.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco