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mercoledì 27 marzo 2013

Dopo la tregua

Cari Amici,
avevo scritto, dopo le elezioni, che i mercati concedevano una tregua di due settimane al nostro sistema politico e poi, in mancanza di soluzioni, avrebbero ripreso a colpirci in maniera decisa e mirata. Era facile prevedere il periodo di tregua, ma ora che la pressione è iniziata è assai più difficile quando e come finirà.
La speculazione punta a far soldi, è vero, però nel caso dell'Italia vorrà farne tanti (puntando ad esempio all'uscita del nostro paese dall'euro) oppure si limiterà a obiettivi più modesti?
Non so che dire, però si è messo in moto un meccanismo che potrebbe rivelarsi esiziale per il nostro paese. Speriamo in bene.
Un caro saluto

Gianfranco

mercoledì 17 ottobre 2012

La Bestia - 2

Cari Amici,
'stop feeding the beast', non nutriamo più la bestia. È la parola d'ordine che circola tra quanti sono stanchi dello strapotere bancario e delle multinazionali e vogliono ricorrere al boicottaggio, il mezzo più efficace per battere La Bestia.

Noi finanziamo indirettamente il sistema quando compriamo prodotti a basso prezzo 'made in China'  attraverso canali commerciali in mano ai soliti noti. Oppure quando parcheggiamo i nostri soldi presso le grandi banche nazionali (Intesa, Unicredit, Mps) oppure presso le filiali di grandi banche estere, le stesse che hanno pompato soldi dalla Banca Centrale Europea per risanare i propri conti, soldi tutti pagati dal sudore dei contribuenti continentali. Così facendo noi, inconsciamente e tacitamente, aiutiamo il potere costituito a rafforzare il sistema.

Il solo metodo per fermare questa macchina da guerra è il boicottaggio, sostengono i movimenti alternativi, vale a dire: non comprare più prodotti cinesi, togliere i soldi dalle banche, trovare nuovi metodi produttivi e commerciali. Tutto bene, dico io, ma quando si scende sul terreno pratico, allora sorgono i primi dubbi. Quali sono gli obiettivi della Bestia, è la prima domanda che sorge? Non pagare per gli errori commessi, vedi il caso delle banche, scaricandone i costi sulla collettività. Fare quattrini sfruttando le miserie altrui, è il caso del 'Made in China'. Sin qui la logica della Bestia è chiara. Non credo invece a piani segreti per modificare l'attuale ordine mondiale, in fine dei conti a chi già governa il sistema va bene così com'è.
Un caro saluto

Gianfranco

mercoledì 10 ottobre 2012

Due piccioni e una fava

Cari Amici,
l'Arabia Saudita sta giocando sporco nella vicenda siriana. Non solo finanzia i ribelli, ma spinge anche i Turchi ad intervenire per farla finita con il regime siriano.
Due le motivazioni che spingono il governo saudita: dare un colpo alle minoranze sciite che guidano Damasco e ai loro sostenitori iraniani, anch'essi sciiti. E poi, con la prospettiva di un ampliarsi del conflitto, far salire il prezzo del greggio di cui è grande produttrice, portando a casa più soldi.
Due piccioni con una fava.
Un caro saluto

Gianfranco

giovedì 4 ottobre 2012

Dilemma


Cari Amici,
oggi i prezzi del petrolio e dell'oro sono saliti, ma non stracciamoci ancora le vesti, non è detto che il partito della guerra in Medio Oriente debba per forza prevalere. E non è detto che la speculazione cinica e bara possa ancora una volta far profitti.
A far pendere il giudizio degli esperti verso il rialzo delle materie prime non ci sarebbero soltanto i timori per il conflitto militare ma anche le decisioni della Bce e della Bank of England di non toccare i tassi di interessi, a livelli bassi come non mai nonostante le evidenti pressioni dell'inflazione. Chi teme per i propri risparmi si attacca ai beni rifugio come oro, argento e materie prime. Speriamo che stia prevalendo questa seconda ipotesi.
Un caro saluto
                                
Gianfranco

mercoledì 26 settembre 2012

La trappola

Cari Amici,
nei giorni scorsi ho accennato al problema della liquidity trap, o trappola della liquidità: le banche centrali pompano quattrini nel sistema per rilanciare l'economia ma la macchina non riparte, i consumi non decollano ugualmente perché la gente non ha soldi da spendere. Finalmente i mercati si sono resi conto del problema e stanno ponendo fine all'euforia che ha fatto seguito all'annuncio di manovre monetarie da parte della Bce e della Fed.

Che succederà ora? La situazione peggiora in Spagna e in Grecia e non è che da noi vada molto meglio. Se Draghi e compagni hanno scongiurato la fine dell'euro non hanno però risolto i problemi della recessione. Da sempre questo è un compito della classe politica, che al momento latita.
Un caro saluto

Gianfranco

mercoledì 12 settembre 2012

FED

Cari Amici,
domani sera la Federal Reserve deciderà se immettere o meno sul mercato americano nuovi fondi per rilanciare l'economia. È probabile che lo faccia alla vigilia delle elezioni politiche (anche se Ben Bernanke non appartiene allo schieramento dei democatici). Si tratta di 600/800 miliardi di euro che arriveranno sul mercato al ritmo di 60-80 miliardi al mese.

Purtroppo questi quattrini non arriveranno per vivacizzare l'economia reale ma andranno in operazioni speculative di ogni genere in tutto il mondo: oro, petrolio, Borse, materie prime. L'euforia speculativa durerà almeno fino al termine del 2012 poi si placherà mentre i politici si renderanno conto dell'inadeguatezza della manovra. Ma sarà troppo tardi.
Un caro saluto

Gianfranco

mercoledì 5 settembre 2012

TIR

Cari Amici,
la fine della crisi è a portata di mano, dice il premier Monti, vediamo la luce alla fine del tunnel. Giudicate voi: mercato dell'auto meno 20 per cento, disoccupazione giovanile ai massimi livelli, stretta creditizia, aziende grandi e piccole che chiudono, consumi in calo, persino quelli alimentari. Intanto i politici discutono se stabilire  un premio di maggioranza del 12 o del 15 per cento nelle prossime elezioni e sottilizzano sulla differenza tra premio di maggioranza e premio di governabilità.

Anch'io  vedo una luce alla fine del tunnel: quella di un Tir impazzito che ci viene incontro.
Un caro saluto
  
Gianfranco

martedì 31 luglio 2012

Il bivio

Cari Amici,
siamo arrivati alla stretta finale? Veramente la Bce potrà a breve termine svolgere il ruolo di una vera banca centrale, creare liquidità, acquistare i titoli di debito del proprio Stato (nel caso della Bce dei propri Stati) e fare una politica monetaria finalizzata alla crescita e allo sviluppo?

I politici europei fanno capire che si va in questa direzione attraverso il salvataggio dell'euro. La destra tedesca scalpita e promette sfracelli contro Frau Merkel. E la speculazione? Resta in attesa, dopo l'euforia degli ultimi giorni. Attenzione però, perché il fatto che l'oro e il franco svizzero rimangano sui massimi non depone in favore della scelta proeuropea.
Tra qualche giorno ne sapremo di più.
Un caro saluto

Gianfranco

lunedì 16 luglio 2012

Nonsenso - 2

Cari Amici,
c'è un altro non senso che sta facendo di questi tempi il giro del mondo.
Pare che  in Europa sussista il pregiudizio in base al quale se la Banca Centrale finanzia il debito pubblico del proprio Paese (vale a dire, se acquista i Bot e Btp emessi dal Tesoro dello stesso Paese) si ritiene in via di pregiudizio che il governo del Paese crei inflazione.
Nulla di più errato, sostengono gli esperti d'oltreoceano e lo dimostra la recente storia economica degli Stati Uniti: la Fed ha profuso almeno 4.000 miliardi di dollari per salvare le banche (Piano Tarp) e rilanciare l'economia. La più vasta creazione di moneta nella storia americana non ha creato inflazione ma ha portato alla deflazione del debito.Provate a fare la stessa domanda a Frau Merkel e ai falchi della Bundesbank: non vi daranno mai ascolto.
Sono le banche commerciali a creare inflazione con i loro comportamenti speculativi che moltiplicano le bolle. Che poi vengono ripianate dagli Stati.
Un caro saluto, un arrivederci allo spread a quota 500

Gianfranco

giovedì 12 luglio 2012

Via d'uscita

Cari Amici,
forse si intravede una via d'uscita nel problema dei debiti che sconvolge l'Europa.
Secondo il Financial Times, l'Ue starebbe esercitando pressioni su quanti posseggono le obbligazioni emesse dalle banche spagnole in crisi perchè rinuncino a parte dei loro crediti.
Il meccanismo funziona così: in passato le banche spagnole hanno emesso obbligazioni (bonos) in cambio di cash. Con questo cash le banche hanno finanziato gli speculatori dell'edilizia.
Crollato il mercato dell'edilizia, le banche sono subentrate agli immobiliaristi, nel frattempo tutti falliti, nel possesso di immobili che oggi valgono la metà dei bonos in circolazione. Che fare?
L'Ue promette aiuti, 30 miliardi sino ad oggi, ma in cambio chiede ai possessori dei bonos di rinunciare a parte del valore dei loro titoli, il 30-40 o 50 per cento, ancora non si sa. La loro perdita finanzierebbe lo Stato spagnolo e aiuterebbe ad evitare il pericolo di dover chiedere all'Unione Europea un vero e proprio fondo di salvataggio.
Fonti del quotidiano inglese parlano di una bozza di memorandum of understanding che offrirebbe ai sottoscrittori alcune azioni preferenziali e bond subordinati di importo inferiore al valore originale.
In conclusione: dal debito si esce si i creditori rinunciano a parte dei loro crediti. In cambio si va a fondo tutti.
Un caro saluto

Gianfranco

martedì 10 luglio 2012

Fondi offshore

Cari Amici,
alla fine del 2010 il Fondo Monetario Internazionale stimava (per difetto) che nei paradisi fiscali si trovassero fondi per circa 18.000 miliardi di dollari, una somma equivalente a un terzo del Pil mondiale. Cito questi dati, che ricavo da libro di Nicholas Shaxson 'Le isole del tesoro' per dire che ci vorrebbe poco a sistemare i guai del mondo, basterebbe tassare questi fondi in maniera adeguata per risolvere ogni problema, sia quelli dei paesi indebitati che quelli ben più seri dei paesi poveri vittime della speculazione.
Un caro saluto

Gianfranco

venerdì 6 luglio 2012

Nonsenso

Cari Amici,
un mio informatore mi ha detto che sui mercati finanziari si assiste ad un incredibile "nonsenso" di cui nessuno parla ma le cui conseguenze sono molto pesanti. Mi vien detto: la Bce presta soldi alle banche all'uno per cento, banche che in seguito prestano gli stessi soldi agli Stati che ne hanno bisogno (vedi i Bot e altri prestiti a breve) a tassi più elevati lucrando non poco sulla differenza. E senza rischi, perchè i banchieri sanno che in caso di un loro fallimento i rischi ricadranno sugli Stati sulla base del principio che le banche non possono fallire.
Ma perchè la Bce non presta i soldi direttamente agli Stati all'uno per cento?  In questo modo gli Stati risparmiano sugli interessi del loro debito e possono varare misure per la ripresa. Ma il Trattato di Lisbona impedisce questi finanziamenti diretti dalla Bce agli Stati.

Mi domando: non si possono modificare queste leggi e andare incontro alla realtà oppure bisogna continuare a fare i comodi dei banchieri?
Un caro saluto

Gianfranco

lunedì 28 maggio 2012

Douce France (Ovvero, doccia francese)

Cari Amici,
il mercato immobiliare francese presenta tutte le caratteristiche di una bolla che potrebbe scoppiare nel giro di un paio d'anni. Lo dicono gli analisti della Danske Research che hanno elaborato un rapporto sulla situazione del mercato immobiliare d'oltralpe. Non solo: a questa analisi si aggiunge il fatto della crisi del Credit Immobilier de France, principale operatore del settore che versa in serie difficoltà crisi finanziarie. Che fine farà la Banca? A Parigi si parla di una fusione per incorporazione in un calderone più ampio: non quello di un colosso bancario (ognuno ha già una sua banca di credito immobiliare), ma quello della Banque Postale. Confermando il ruolo dello Stato francese come salvatore di ultima istanza.
In sostanza, Parigi salverebbe la banca con i propri soldi, proprio come sta facendo Madrid con Bankia, alle prese con  gli stessi problemi.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco

domenica 20 maggio 2012

De La Rue

Cari Amici,
negli ultimi tempi le azioni De La Rue (casa tipografica inglese) sono salite dell'11 per cento nonostante il crollo delle Borse. Come mai? Dicono gli esperti che la società, nota da sempre per la stampa delle monete cartacee, stia per affrontare un eccesso di lavoro (e di profitti) a seguito della crisi greca.
De La Rue stampava in passato la dracma e potrebbe stampare anche ora  la nuova dracma. Non perchè ai greci manchino oggi la competenze tipografiche, ma perchè per la crisi avrebbero esaurito le scorte dell'inchiostro speciale per questo tipo di operazioni. Insomma, anche nel caos più totale la speculazione vuol fare profitti. In ogni caso sul web fioccano le indiscrezioni sulla stampa di nuove banconote in tutta Europa (si stamperebbe in Svizzera, in Germania, persino in Cina), ogni paese vorrebbe uscire dall'euro. A quando l'esplosione?
Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco

mercoledì 11 aprile 2012

Aste

Cari Amici,
oggi e domani si tengono aste per una decina di miliardi dei nostri Bot e Btp. La risalita dello spread potrebbe far salire i rendimenti delle aste, a tutto svantaggio del nostro Tesoro - e quindi del Paese - e a vantaggio di quanti oggi hanno venduto Btp che domani ricompreranno in asta con rendimenti più alti.
La speculazione guadagna anche con questi sistemi.
Un caro saluto

Gianfranco