Cari Amici,
dice il governatore di Bankitalia Ignazio Visco: «Il livello della pressione fiscale in Italia è incompatibile con una crescita sostenuta». Oh bella, non ce ne eravamo accorti. Doveva dircelo lui. È proprio vero, questi economisti sono bravissimi nel tranciare giudizi e analizzare gli eventi ex post, cioè una volta verificatisi. Fare previsioni accurate e soprattutto suggerire soluzioni valide, manca parlan.
Mi sovviene la battuta che circolava anni fa sulla figura dell'economista, secondo il quale siamo in congiuntura negativa quando rubano la macchina al portiere di casa sua, siamo in recessione quando un amico perde il posto e siamo in depressione quando a perdere il posto di lavoro è proprio l'economista.
Un caro saluto
Gianfranco
Visualizzazione post con etichetta Banca d'Italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Banca d'Italia. Mostra tutti i post
giovedì 31 maggio 2012
venerdì 20 aprile 2012
Analisti
Cari Amici,
gli analisti di Citigroup fanno sapere di attendere nei prossimi 2-3 anni un taglio del rating dell’Italia da parte di Standard & Poor’s nell’ordine di due gradini fino ad arrivare al livello “BBB-”. Le bocciature nel medio termine rifletteranno proprio l’incapacità del Belpaese di ridurre in maniera significativa il suo enorme debito pubblico. Una previsione quella di Citigroup decisamente allarmante perchè qualora venisse confermata, porterebbe il rating dell’Italia ad un passo dal livello “junk” ossia spazzatura. E con una valutazione del merito di credito di questa portata, sappiamo tutto quello che accade: gli investitori vendono su tutti i fronti, con massicci interventi da parte di fondi pensione e altri investitori istituzionali che si disfano di titoli ritenuti pericolosi.
Fantascienza a lungo termine, direte. Non tanto. Credo che i due-tre anni potrebbero ridursi a pochi mesi se passeranno i downgrading di Francia (in arrivo) e di Spagna. Occhio alla penna, dunque, e all'assoluta incapacità dei nostri vertici politici di far fronte alla situazione
Un caro saluto
Gianfranco
gli analisti di Citigroup fanno sapere di attendere nei prossimi 2-3 anni un taglio del rating dell’Italia da parte di Standard & Poor’s nell’ordine di due gradini fino ad arrivare al livello “BBB-”. Le bocciature nel medio termine rifletteranno proprio l’incapacità del Belpaese di ridurre in maniera significativa il suo enorme debito pubblico. Una previsione quella di Citigroup decisamente allarmante perchè qualora venisse confermata, porterebbe il rating dell’Italia ad un passo dal livello “junk” ossia spazzatura. E con una valutazione del merito di credito di questa portata, sappiamo tutto quello che accade: gli investitori vendono su tutti i fronti, con massicci interventi da parte di fondi pensione e altri investitori istituzionali che si disfano di titoli ritenuti pericolosi.
Fantascienza a lungo termine, direte. Non tanto. Credo che i due-tre anni potrebbero ridursi a pochi mesi se passeranno i downgrading di Francia (in arrivo) e di Spagna. Occhio alla penna, dunque, e all'assoluta incapacità dei nostri vertici politici di far fronte alla situazione
Un caro saluto
Gianfranco
Etichette:
Banca d'Italia,
Citigroup,
Francia,
rating,
Spagna,
Standard and Poor's
lunedì 16 aprile 2012
La sorpresa
Cari Amici,
finalmente una notizia positiva (affinchè non si dica che riporto soltanto il peggio): il debito pubblico italiano è sceso nel mese di febbraio a 1.928,2 miliardi di euro, circa 6,8 miliardi in meno rispetto a gennaio. Lo rende noto la Banca d'Italia. Sin qui la novità, che non sappiamo se attribuire a un'inversione di tendenza di un trend in continuo progresso (si veda il counter alla base del blog) oppure ad un fatto tecnico irripetibile. Propendo per la seconda ipotesi perchè sui mercati oggi lo spread è salito e le tensioni non si attenuano. Vedremo i dati del mese prossimo.
Un caro saluto
Gianfranco
finalmente una notizia positiva (affinchè non si dica che riporto soltanto il peggio): il debito pubblico italiano è sceso nel mese di febbraio a 1.928,2 miliardi di euro, circa 6,8 miliardi in meno rispetto a gennaio. Lo rende noto la Banca d'Italia. Sin qui la novità, che non sappiamo se attribuire a un'inversione di tendenza di un trend in continuo progresso (si veda il counter alla base del blog) oppure ad un fatto tecnico irripetibile. Propendo per la seconda ipotesi perchè sui mercati oggi lo spread è salito e le tensioni non si attenuano. Vedremo i dati del mese prossimo.
Un caro saluto
Gianfranco
venerdì 13 aprile 2012
Aste - 2
Cari Amici,
ieri si è tenuta un'importante asta di Btp. Non è andata bene, il tasso spuntato da chi ha sottoscritto i Btp è salito ai massimi da gennaio: il 3,89 contro il 2,76 precedente. Ricordiamo che ogni punto vale 20 miliardi di euro che pesano sul bilancio dello Stato. Questo mostra chiaramente che l'appetito degli investitori per la carta italiana anche nella parte breve della curva è diminuito, dal momento che gli effetti dei due finanziamenti a tre anni della Bce si sta dissolvendo. Per qualcuno gli ampi movimenti dei tassi italiani riflettono quello che sta avvenendo in Spagna. Ma gli investitori sono nervosi anche in vista di quello che succederà in Italia sulle riforme.
La Bce aggiunge che in genere "i paesi con una notevole quota di debito in scadenza nel breve termine sono particolarmente vulnerabili a improvvise variazioni dei tassi di interesse e del clima di mercato". E l'Italia è fra i paesi che nel 2012 evidenziano "un fabbisogno di rifinanziamento pubblico particolarmente rilevante pari o superiore al 20 per cento del Pil".
Però ieri la Borsa è salita e soltanto gli addetti ai lavori hanno manifestato le preoccupazioni.
Ripeto da mesi: allacciamo le cinture.
Un caro saluto
Gianfranco
ieri si è tenuta un'importante asta di Btp. Non è andata bene, il tasso spuntato da chi ha sottoscritto i Btp è salito ai massimi da gennaio: il 3,89 contro il 2,76 precedente. Ricordiamo che ogni punto vale 20 miliardi di euro che pesano sul bilancio dello Stato. Questo mostra chiaramente che l'appetito degli investitori per la carta italiana anche nella parte breve della curva è diminuito, dal momento che gli effetti dei due finanziamenti a tre anni della Bce si sta dissolvendo. Per qualcuno gli ampi movimenti dei tassi italiani riflettono quello che sta avvenendo in Spagna. Ma gli investitori sono nervosi anche in vista di quello che succederà in Italia sulle riforme.
La Bce aggiunge che in genere "i paesi con una notevole quota di debito in scadenza nel breve termine sono particolarmente vulnerabili a improvvise variazioni dei tassi di interesse e del clima di mercato". E l'Italia è fra i paesi che nel 2012 evidenziano "un fabbisogno di rifinanziamento pubblico particolarmente rilevante pari o superiore al 20 per cento del Pil".
Però ieri la Borsa è salita e soltanto gli addetti ai lavori hanno manifestato le preoccupazioni.
Ripeto da mesi: allacciamo le cinture.
Un caro saluto
Gianfranco
Etichette:
Banca d'Italia,
Bce,
Btp,
Piazza Affari,
Pil,
Spagna
giovedì 22 marzo 2012
I furboni del quartierone
Cari Amici,
niente, non succede niente. Sembra un muro di gomma.
Accusiamo la classe politica dirigente di occultare la verità sul buco di 24 miliardi di euro reso noto negli ultimi giorni ma nessuno risponde. Li ho provocati con un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano (per leggerlo, clicca qui) che ha avuto parecchi commenti e adesioni, ma nessun politico, ad oggi, ha presentato un'interpellanza alla Camera o al Senato per chiedere ragione di quanto avvenuto. Non accade nulla.
Al confronto di questi marpioni, i furbetti del quartierino alla Ricucci fanno sorridere: sono dei dilettanti. I banchieri, centrali e privati, fanno colpi da centinaia di milioni, se non di miliardi di euro (ricordatevi del caso Unicredit) e nessuno dice nulla. Loro sono i furboni del quartierone e noi i truffati. Parafrasando Beppe Grillo, dico: loro non si arrenderanno mai, noi nemmeno.
Un caro saluto
Gianfranco
niente, non succede niente. Sembra un muro di gomma.
Accusiamo la classe politica dirigente di occultare la verità sul buco di 24 miliardi di euro reso noto negli ultimi giorni ma nessuno risponde. Li ho provocati con un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano (per leggerlo, clicca qui) che ha avuto parecchi commenti e adesioni, ma nessun politico, ad oggi, ha presentato un'interpellanza alla Camera o al Senato per chiedere ragione di quanto avvenuto. Non accade nulla.
Al confronto di questi marpioni, i furbetti del quartierino alla Ricucci fanno sorridere: sono dei dilettanti. I banchieri, centrali e privati, fanno colpi da centinaia di milioni, se non di miliardi di euro (ricordatevi del caso Unicredit) e nessuno dice nulla. Loro sono i furboni del quartierone e noi i truffati. Parafrasando Beppe Grillo, dico: loro non si arrenderanno mai, noi nemmeno.
Un caro saluto
Gianfranco
lunedì 19 marzo 2012
Gutta cavat...
Cari Amici,
Il Fatto Quotidiano pubblicherà un mio pezzo sul caso dei derivati, pezzo nel quale faccio i nomi dei ministri del Tesoro che hanno ricoperto l'incarico dal 1994 ad oggi. Ci sono nomi eccellenti: Ciampi, Barucci, Dini, Amato, Padoa Schioppa, Tremonti. Questi signori dovevano essere al corrente del contratto con Morgan Stanley, sempre che non siano stati presi di sorpresa da qualche iniziativa voluta dal direttore generale del Tesoro del 1994, Mario Draghi, e dal suo assistente Vittorio Grilli.
In che mani siamo finiti dunque? E nessuno dice nulla. Spero che alla fine la verità emerga.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana
Gianfranco
Il Fatto Quotidiano pubblicherà un mio pezzo sul caso dei derivati, pezzo nel quale faccio i nomi dei ministri del Tesoro che hanno ricoperto l'incarico dal 1994 ad oggi. Ci sono nomi eccellenti: Ciampi, Barucci, Dini, Amato, Padoa Schioppa, Tremonti. Questi signori dovevano essere al corrente del contratto con Morgan Stanley, sempre che non siano stati presi di sorpresa da qualche iniziativa voluta dal direttore generale del Tesoro del 1994, Mario Draghi, e dal suo assistente Vittorio Grilli.
In che mani siamo finiti dunque? E nessuno dice nulla. Spero che alla fine la verità emerga.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana
Gianfranco
Etichette:
Amato,
Banca d'Italia,
Barucci,
Ciampi,
Dini,
Draghi,
Grilli,
Morgan Stanley,
Padoa Schioppa,
Tremonti
domenica 18 marzo 2012
Tutto tace
Cari Amici,
i banchieri hanno provocato un buco nelle finanze italiane, ma nessuno li accusa, tutto tace. É incredibile il silenzio dei media su questa vicenda. Chi sono i responsabili impuniti, di questo saccheggio di Stato da 25 miliardi di euro?
Nel 1994 in Italia operarono due governi, sino al maggio quello di Carlo Ciampi, ministro del Tesoro Lamberto Dini, che era stato il suo direttore generale in Bankitalia. Da giugno a dicembre abbiamo il governo Berlusconi, ministro del Tesoro Piero Barucci, banchiere, ex Ad di Credito Italiano. Governatore di Bankitalia Antonio Fazio, si, proprio lui, quello del bacio al banchiere lodigiano Fiorani.
Dunque, tre gli uomini che hanno approvato e gestito l'operazione capestro: Fazio, Dini e Barucci, con l'appoggio di Vittorio Grilli che all'epoca era responsabile delle analisi finanziarie del Tesoro. Sono terribilmente indignato.
Questi la fanno franca in un Paese dover ormai si uccide per 100 euro.
Un caro saluto
Gianfranco
i banchieri hanno provocato un buco nelle finanze italiane, ma nessuno li accusa, tutto tace. É incredibile il silenzio dei media su questa vicenda. Chi sono i responsabili impuniti, di questo saccheggio di Stato da 25 miliardi di euro?
Nel 1994 in Italia operarono due governi, sino al maggio quello di Carlo Ciampi, ministro del Tesoro Lamberto Dini, che era stato il suo direttore generale in Bankitalia. Da giugno a dicembre abbiamo il governo Berlusconi, ministro del Tesoro Piero Barucci, banchiere, ex Ad di Credito Italiano. Governatore di Bankitalia Antonio Fazio, si, proprio lui, quello del bacio al banchiere lodigiano Fiorani.
Dunque, tre gli uomini che hanno approvato e gestito l'operazione capestro: Fazio, Dini e Barucci, con l'appoggio di Vittorio Grilli che all'epoca era responsabile delle analisi finanziarie del Tesoro. Sono terribilmente indignato.
Questi la fanno franca in un Paese dover ormai si uccide per 100 euro.
Un caro saluto
Gianfranco
Etichette:
Banca d'Italia,
Barucci,
Berlusconi,
Ciampi,
Dini,
Fazio,
Fiorani,
Grilli
sabato 17 marzo 2012
Ringraziamenti
Cari Amici,
dalla lettura dei giornali non si è capito su chi deve cadere la responsabilità del buco di 31 miliardi di dollari, circa 25 miliardi di euro, aperto nelle già dissestate casse dello Stato.
Nel 1994, anno della manovra, abbiamo avuto due governi: sino ad aprile quello di Carlo Azeglio Ciampi, da maggio alla fine dell'anno quello di Silvio Berlusconi.
Pensate che questa sofisticata operazione finanziaria di swap-options possa rientrare nelle conoscenze specifiche di un immobiliarista d'assalto, tycoon TV e politico rampante in odore di mafia di Arcore o in quelle di un ex governatote di Bankitalia passato alla politica?
Anche se la manovra fosse stata approvata in epoca berlusconiana la sua progettazione deve essere stata effettuata in Bankitalia e al Tesoro all'epoca Ciampi.
Ringraziamo dunque i nostri vertici bancari e politici per questo ennesimo salasso che ricade su tutti noi.
Un caro saluto e un buon fine settimana
Gianfranco
dalla lettura dei giornali non si è capito su chi deve cadere la responsabilità del buco di 31 miliardi di dollari, circa 25 miliardi di euro, aperto nelle già dissestate casse dello Stato.
Nel 1994, anno della manovra, abbiamo avuto due governi: sino ad aprile quello di Carlo Azeglio Ciampi, da maggio alla fine dell'anno quello di Silvio Berlusconi.
Pensate che questa sofisticata operazione finanziaria di swap-options possa rientrare nelle conoscenze specifiche di un immobiliarista d'assalto, tycoon TV e politico rampante in odore di mafia di Arcore o in quelle di un ex governatote di Bankitalia passato alla politica?
Anche se la manovra fosse stata approvata in epoca berlusconiana la sua progettazione deve essere stata effettuata in Bankitalia e al Tesoro all'epoca Ciampi.
Ringraziamo dunque i nostri vertici bancari e politici per questo ennesimo salasso che ricade su tutti noi.
Un caro saluto e un buon fine settimana
Gianfranco
Etichette:
Banca d'Italia,
Berlusconi,
Ciampi,
Italia
giovedì 15 marzo 2012
Ci risiamo
Cari Amici,
chissà che mazzo i politici italiani, estromessi dalle leve del potere da tre mesi, faranno al governo Monti dopo questa notizia: nuovo record per il debito pubblico italiano che, secondo i dati contenuti nel Supplemento al Bollettino Statistico «Finanza Pubblica, fabbisogno e debito» della Banca d'Italia, a gennaio ha toccato la soglia di 1.935,829 miliardi di euro, in rialzo di 37,9 miliardi rispetto ai 1.897,946 miliardi registrati a dicembre 2011.
La cura del professore, i tagli, la lotta all'evasione, il calo dello spread, i risparmi nella gestione, l'austerità, il ritrovato prestigio internazionale non sono serviti a nulla: il debito non solo persiste ma aumenta a ritmi impressionanti, 2 per cento al mese. Di questo passo faremo la fine della Grecia in un anno, dice la banda Bassotti. E' bene che Monti se ne vada e si torni a votare.
Che si prevede dunque di fronte a questo rotrovato attivismo politico? Crisi di governo, elezioni, spread in rialzo. Insomma, il solito girone infernale.
Un caro saluto
Gianfranco
chissà che mazzo i politici italiani, estromessi dalle leve del potere da tre mesi, faranno al governo Monti dopo questa notizia: nuovo record per il debito pubblico italiano che, secondo i dati contenuti nel Supplemento al Bollettino Statistico «Finanza Pubblica, fabbisogno e debito» della Banca d'Italia, a gennaio ha toccato la soglia di 1.935,829 miliardi di euro, in rialzo di 37,9 miliardi rispetto ai 1.897,946 miliardi registrati a dicembre 2011.
La cura del professore, i tagli, la lotta all'evasione, il calo dello spread, i risparmi nella gestione, l'austerità, il ritrovato prestigio internazionale non sono serviti a nulla: il debito non solo persiste ma aumenta a ritmi impressionanti, 2 per cento al mese. Di questo passo faremo la fine della Grecia in un anno, dice la banda Bassotti. E' bene che Monti se ne vada e si torni a votare.
Che si prevede dunque di fronte a questo rotrovato attivismo politico? Crisi di governo, elezioni, spread in rialzo. Insomma, il solito girone infernale.
Un caro saluto
Gianfranco
Etichette:
Banca d'Italia,
Grecia,
Monti,
spreads
Iscriviti a:
Post (Atom)