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giovedì 21 febbraio 2013

Guerra delle Valute - 2

Cari Amici,
qualche giorno ho accennato fa alla guerra delle valute al vertice del G20 di Mosca. Ufficialmente si parlava di crescita, in realtà si discuteva delle svalutazioni competitive che Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e Svizzera praticano per difendere le rispettive esportazioni. Ora arriva la prima conferma di quanto si sosteneva: in America la Federal Reserve potrebbe bloccare il programma di creazione di nuova liquidità (circa 85 miliardi di dollari al mese). Risultato: il dollaro si rafforza mentre le Borse, che per crescere hanno bisogno di liquidità, scendono.
Intanto, qualcuno si rende conto che stampare moneta crea inflazione e pensa di muoversi in direzione opposta. In Italia le perdite di Borsa sono maggiori rispetto al resto del mondo perché si sta innescando la scommessa elettorale che prevede una situazione ingovernabile dopo il voto.
Un caro saluto
                         
Gianfranco

venerdì 15 febbraio 2013

Guerra di monete, o della svalutazione competitiva

Cari Amici,
di che si parla in questi giorni al summit del G20 a Mosca? Di ripresa economica, come fanno intendere i commenti ufficiali o, in realtà, di una guerra delle valute che sta coinvolgendo le cancellerie di tutto il mondo? Ma di quest'ultima, ovviamente.
Stati Uniti e Giappone perseguono - chi da sempre come gli USA, chi da pochi mesi come il Giappone - il deprezzamento della propria valuta come strumento per rendere più competitive le proprie merci e alzare il prezzo di quelle degli altri. Sciocchezze direte. Non tanto.
Pensate che in pochi mesi lo yen si è svalutato del 25 per cento contro l'euro e i produttori di macchine, prodotti elettronici e hi-tech made in Japan battono ormai quelli europei. Il Venezuela, ricco di petrolio, ha fatto capire che non ci sta a questi gioco al massacro e ha svalutato la propria moneta del 46 per cento. La Svizzera si è messa a stampare franchi come non mai per impedire alla propria moneta di scendere al di sotto di quota 1,20 contro euro.
La sola Banca centrale impreparata a questo compito è la Bce, che non può stampare moneta. L'Europa è quindi un gigante disarmato che si muoverà soltanto quando le imprese tedesche andranno in crisi a causa di un euro troppo forte. Ci vorrà tempo, però. Prepariamoci a soffrire.
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco

venerdì 22 giugno 2012

Fuori dai denti

Cari Amici,
mi dicono che nel corso dell'ultima riunione del G20, Madame Lagarde abbia perso la pazienza nei confronti di Frau Merkel e, passando dal Lei diplomatico al più diretto tu, le abbia detto fuori dai denti: «O fai così oppure qui finisce molto male». Intanto oggi, a Roma, anche Mario Monti ha risposto per le rime al Cancelliere tedesco ricordandole che nel 2003 furono Francia e Germania a uscire dai parametri comunitari.
I due episodi dimostrano che la tensione sta logorando i nervi dei politici che abbandonano le consuetudini burocratiche e iniziano a parlare fuori dai denti. Meglio così, almeno dalle segrete stanze esce qualcosa.
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco