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giovedì 6 giugno 2013

Il fronte

Cari Amici,
il Fondo Monetario Internazionale, uno dei membri della Troika (insieme a BCE e UE) prende le distanze da quanto è stato deciso in materia di austerity nei confronti dell'Europa, rompe il fronte dell'omertà e denuncia i guasti di quanto è avvenuto. Il tutto nel giorno in cui in Grecia il tasso di disoccupazione tocca il massimo storico del 26,8 per cento mentre la Germania denuncia un calo degli ordini all'industria del 3,3 per cento.

La presa di posizione dei falchi del FMI sorprende non poco, ma le sue conseguenze saranno risibili per il momento. All'interno della Troika si scateranno faide  di ogni genere, ma avranno carattere accademico e non effetti reali sull'economia. Spetterebbe ai governi nazionali prendere le redini della situazione, invece tutto resterà fermo sino alle elezioni di settembre in Germania.
Nel frattempo l'Europa andrà sempre peggio, Italia e Spagna in testa.
Un caro saluto
                        
Gianfranco

domenica 24 marzo 2013

Drôle de guerre

Cari Amici,
un recente sondaggio effettuato da Morgan Stanley presso grandi investitori italiani afferma che solo il 25 per cento di questi money maker valuta la possibilità che si torni a votare entro breve tempo, diciamo a settembre, quasi in contemporanea con le elezioni in Germania. Da come vanno le consultazioni di Bersani e dalle prese di posizione dei politici italiani credo (e non sono il solo a crederlo) che questa possibilità sia superiore al 70 per cento. Vedremo chi ha ragione.

Per ora i mercati restano calmi, sempre che il caso Cipro non scoppi più fragorosamente del previsto. La situazione mi ricorda la 'guerre de drole' combattuta tra tedeschi e francesi nell'autunno-inverno a cavallo tra il 1939 e il 1940: battaglie a colpi di altoparlanti e volantinaggi dal cielo per fiaccare il morale del nemico, e poco più. Poi arrivò il maggio del 1940.

Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco

mercoledì 27 febbraio 2013

Lubiana

Cari Amici,
leggo di scioperi, proteste e crisi finanziarie che avvengono in Slovenia. E penso ai veneti che hanno esportato capitali presso le banche di quel paese che ora si trova sull'orlo del baratro, proprio come Grecia, Italia, Spagna, Cipro, Irlanda e Portogallo.

A Lubiana comanda una maggioranza di destra che, come suo solito, si trova impelagata in scandali economici, corruzione e malaffare. Che faranno allora i nostri connazionali? Riporteranno i soldi in Italia? Difficile, penso che se ne andranno in Germania, in Austria o forse persino oltreoceano.
Un caro saluto

Gianfranco

domenica 27 gennaio 2013

Goldfinger

Cari Amici,
sta per scoppiare lo scandalo finanziario del secolo.
Sembra che le riserve auree degli Stati Uniti (8.200 tonnellate custodite a Fort Knox, n.d.r.) non esistano più, nel senso che negli ultimi 50 anni i governi americani se le sono vendute senza dir niente ad alcuno.
Dal 1972 non vengono effettuati controlli e le innumerevoli interpellanze parlamentari non hanno avuto successo. A Fort Knox si troverebbero barre di tungsteno ricoperte d'oro che si presentano di ugual peso e colore rispetto all'oro, ma sono ben altra cosa in termini di valore, tanto è vero che di recente qualcuna ha fatto capolino a Singapore ed è stata subito mascherata.
Il fatto è che i tedeschi, che hanno grosse partite d'oro depositate negli States, hanno deciso di vederci chiaro e hanno chiesto di riportare il loro oro in patria. Lo scandalo sta montando da qualche giorno: domani, alla riapertura dei mercati, vedremo cosa succederà. Non escludo grossi contraccolpi.
Un caro saluto

Gianfranco

sabato 3 novembre 2012

Sincronia

Cari Amici,
la crisi economica sarà ancora lunga e difficile da affrontare. Secondo la cancelliera tedesca Angela Merkel «ci vorranno più di cinque anni per superarla, o forse anche più», mentre da noi il premier Monti dice di vedere la luce alla fine del tunnel. Allora o il tunnel è lunghissimo e Mario Monti ha una vista d'aquila, oppure la signora Merkel, che sino ad oggi non ha mai manifestato così apertamente il suo pessimismo,  ha torto. Non credo a quest'ultima ipotesi. Penso invece che la crisi non sia arrivata neppure alla metà del suo percorso e che (ancora) non si siano trovate le ricette per curarla.
L'orizzonte è scuro (disoccupazione, debito, recessione) e ci si balocca con palliativi.
Un caro saluto

Gianfranco

domenica 28 ottobre 2012

Convergenze parallele

Cari Amici,
leggo dalle agenzie: "Sono sicuro che se si vuole ripristinare la fiducia nella zona euro, i Paesi devono cedere parte della loro sovranità a livello europeo". Così il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi in una intervista al giornale tedesco Der Spiegel, in cui ha dato ragione al ministro alle Finanze di Berlino, Wolfgang Schaeuble, sulla necessità di un supercommissario all'euro.

Per capirci, Francia e Germania sono già ai ferri corti su come affrontare la crisi, austerità o rilancio della spesa pubblica, e Draghi accentua la crisi invocando quella diminuzione della sovranità statale che i francesi da tempo vedono come fumo negli occhi. In questo caso il mantenimento dell'euro appare sempre più come quell'espressione politica dei dorotei: Convergenze parallele.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana.

Gianfranco

N.b.: da domani, a elezioni siciliane concluse, potremmo assistere al collasso dei partiti tradizionali.

                                

venerdì 19 ottobre 2012

Sovranità

Cari Amici,
si sta consumando lo strappo tra Germania e Francia su una questione fondamentale per il futuro dell'Europa.
La signora Merkel vuole imporre controlli sovranazionali sulle politiche economiche dei paesi euro mediante l'introduzione di organismi nuovi, commissari speciali, agenzie di credito, supervisori in base ad un  semplice principio: chi paga di più per risanare l'Europa, e la Germania lo fa, ha il diritto di controllare come spendono i paesi in crisi.
La Francia, gelosa delle proprie autonomie, non tollera alcuna intrusione comunitaria nella  sovranità nazionale. Su questo dibattito potrebbe consumarsi uno strappo tale da spingere la Germania ad uscire dall'euro. In mezzo c'è l'Italia di Mario Monti che media tra i due colossi europei, mentre l'Inghilterra, che tanti anni fa scelse la clausola 'opt out', si chiama fuori ed osserva con attenzione i problemi degli altri.
Un caro saluto

Gianfranco

venerdì 28 settembre 2012

Non cambierà mai

Cari Amici,
ormai è chiaro, il Cavaliere non cambia, è sempre lo stesso.
Stando a quel che dice, sembra che imposterà la sua campagna elettorale sulla fuga dall'euro (forse anche sull'abolizione dell'Imu): o la Germania esce dalla moneta unica tornando al marco, ha detto, o ce ne andiamo noi. La sua visione del mondo, e in genere del nostro futuro politico, è dettata esclusivamente da egoismi personali e motivi elettorali, non certo da elementi che possono aiutare il Paese. Per l'ennesima volta il Cavaliere, e con lui gran parte della classe politica italiana, mostra i suoi limiti.
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco

sabato 4 agosto 2012

Lord Keynes

Cari Amici,
in primo luogo buone vacanze, se siete in procinto di partire. O buon rientro se riprendete il lavoro.

Dopo il post di giovedì, con i mercati sotto frana, c'è stato il netto rimbalzo di ieri. Vi direte, Gianfranco ha cannato la sua analisi, la Bce di Mario Draghi ha sconfitto la Bundesbank. Non so, vedremo in futuro. So però che siamo ancora nel pieno della crisi e che le previsioni non sono le più rosee.

Mi permetto di citare in proposito l'analisi del premio Nobel Paul Krugman su quanto succede. 'Se la Germania proseguirà testardamente con la strategia sin qui applicata, si prefigura una serie di passaggi legati tra loro da una sorta di effetto domino. La Grecia uscirà in breve tempo dall’euro, Spagna e Italia subiranno un’imponente fuga di capitali, le banche iberiche e italiane bloccheranno i conti correnti per arginare la fuga e fisseranno limiti ai prelievi quotidiani. A quel punto, soltanto un intervento della Bce salverebbe il sistema bancario continentale dal tracollo'. 
Abbandonare l’austerità e ritornare alle politiche keynesiane, fatte soprattutto d'investimenti mirati nella spesa pubblica: per Krugman non c’è altra possibilità per evitare il corto circuito globale.

In agosto non sarò presente tutti i giorni sul blog, ma vi penserò costantemente. Un caro saluto, un abbraccio e buone vacanze

Gianfranco

giovedì 2 agosto 2012

Il bluff

Cari Amici,
il dubbio è stato sciolto, il bluff di Mario Draghi è stato visto dai falchi della Bundesbank e i cocci dello scontro sono tutti sul tappeto: borse, spread, euro, etc. Oggi almeno tutto è più chiaro, i veli sono calati e il re è nudo.

La Germania non vuole salvare l'euro secondo i parametri voluti da Draghi, Monti e Hollande, cioè con la soluzione monetaria. I cordoni della Bce verranno allargati soltanto con la cessione di sovranità da parte dei paesi indebitati e l'intrusione della Germania nei meccanismi decisionali dei Piigs. Potrebbe essere una soluzione, ma non credo possa bastare. Ormai si va alle conseguenze estreme: o la Germania lascia l'euro oppure i paesi indebitati, Italia compresa, tornano alle divise nazionali. Ognuno si assuma le sue responsabilità.

Ma presto, non bisogna perdere altro tempo.
Un caro saluto

Gianfranco

venerdì 27 luglio 2012

Dopo i conflitti, la rissa

Cari Amici,
cresce lo scontro in Europa per la finanza e anche per l'economia.
Accanto a Marchionne, che ha svelato le cause del successo tedesco nell'auto (non tutte le cause, però) ci sono i costruttori francesi, anch'essi sofferenti, e gli americani, presso i quali l'amministratore delegato della Fiat conta forti appoggi.
In finanza invece la Bundesbank si oppone alle aperture di Mario Draghi sugli interventi per salvare l'euro. Insomma, si è creato un clima da rissa che non giova certamente all'immagine del vecchio continente. La Germania potrebbe essere tentata di lasciare l'euro e gli alleati europei a suo dire 'ingrati'.
E gli ex alleati non rimpiangerebbero certo questa decisione.
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco

lunedì 23 luglio 2012

Bluff...

Cari Amici,
ormai la Grecia sta per lasciare l'euro e l'Eurozona, anche se a parole deplora il possibile evento, è convinta che prima Atene se ne andrà meglio sarà per tutti.
Lo dicono anche i soloni, quelli che sino a pochi mesi fa sostenevano che la costruzione finanziaria dell'Europa era solida. Tuttavia non siamo ancora al "si salvi chi può" e il percorso non è chiaro: c'è chi dice che la Germania starebbe bluffando e che dietro l'apparente durezza della signora Merkel ci sarebbe la volontà di saggiare la resistenza di Spagna e Italia, saggiarne il limite e poi cedere su eurobonds. Insomma, spingere l'Europa sull'orlo della rottura e poi fare retromarcia.
Lo vedremo presto.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana

Gianfranco

lunedì 25 giugno 2012

Studio

Cari Amici,
ormai anche i tedeschi stanno realizzando che la fine dell'euro sarebbe per tutti gli europei una grande sventura. Lo dimostra lo studio del ministero dell'economia di Berlino reso noto da Der Spiegel. In particolare, per quanto riguarda le nazioni più esposte come per esempio l’Italia, il tasso di disoccupazione salirebbe al 12,3 per cento. Ma anche la locomotiva tedesca, e questo è il vero punto critico dello studio degli uomini di Schäuble, verrebbe pesantemente danneggiata: l’economia della Germania subirebbe una caduta del 9,2 per cento mentre il numero dei disoccupati salirebbe al 9,3 per cento.
D'altra parte crescono le tensioni contro i Piigs dopo che è stato reso noto che la Grecia ha assunto alla chetichella qualcosa come 70.000 dipendenti pubblici nonostante gli accordi presi con Bruxelles in proposito. "Come possiamo fidarci di questi Piigs che ci prendono in giro sempre e comunque - dicono a Berlino - e i loro conti saranno veritieri oppure taroccati?". Così la Germania è divisa e il dibattito si infiamma.
In ogni caso non credo che dal vertice di fine settimana usciranno risultati concreti, sarà la solita perdita di tempo. Se una decisione concreta verrà presa, lo si farà sotto la pressione della speculazione.
Un caro saluto e buon avvio di settimana

Gianfranco                               

venerdì 22 giugno 2012

Fuori dai denti

Cari Amici,
mi dicono che nel corso dell'ultima riunione del G20, Madame Lagarde abbia perso la pazienza nei confronti di Frau Merkel e, passando dal Lei diplomatico al più diretto tu, le abbia detto fuori dai denti: «O fai così oppure qui finisce molto male». Intanto oggi, a Roma, anche Mario Monti ha risposto per le rime al Cancelliere tedesco ricordandole che nel 2003 furono Francia e Germania a uscire dai parametri comunitari.
I due episodi dimostrano che la tensione sta logorando i nervi dei politici che abbandonano le consuetudini burocratiche e iniziano a parlare fuori dai denti. Meglio così, almeno dalle segrete stanze esce qualcosa.
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco

venerdì 25 maggio 2012

L'eurobond

Cari Amici,
a proposito di eurobond: «Pensare che le emissioni di debito comune nell'eurozona possano risolvere la crisi è "un'illusione"». Lo ha detto il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, in un'intervista al quotidiano francese Le Monde. Secondo Weidmann i Paesi che utilizzano la moneta unica dovrebbero unire i propri bilanci prima di pensare agli "eurobond" e, inoltre, il numero uno della Banca centrale tedesca ha respinto anche l'idea dei project bonds per investire in infrastrutture. Quali sarebbero gli effetti dell'emissione di eurobond? Semplice: i nuovi titoli consentirebbero a tutti paesi dell'eurozona di godere dello stesso rating della Germania, così i costi di rifinanziamento dei debiti dei Piigs costerebbero meno, molto meno, e i paesi potrebbero investire in sviluppo. Salirebbero invece i costi del debito tedesco, di almeno 50 miliardi di euro all'anno: 500 miliardi in dieci anni. Naturalmente a Berlino a questa ipotesi non ci pensano proprio. Fine della storia, dunque. E dell'euro.
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco

giovedì 24 maggio 2012

Sino all'ultimo

Cari Amici,
un altro vertice inutile quello di ieri, e così sarà fino alle elezioni in Grecia. Strano, ma scontato, il comportamento dei leader europei. Tutti d'accordo nell'affermare che la Grecia deve restare nell'euro, ma la Germania aggiunge "a patto che gli accordi siano rispettati". Morale: il ritorno della Grecia alla dracma verrà negato alla morte fino alla mezzanotte di un venerdì da parte dei politici  che un minuto più tardi ne daranno l'annuncio. Fanno sempre così.
Un caro saluto


Gianfranco

sabato 19 maggio 2012

Exit strategy

Cari Amici,
il presidente Obama dice che la Grecia deve restare nell'euro. La Germania risponde: 'Noi usciamo dall'euro'. Fine della storia. Con il loro ritrovato supermarco i tedeschi si compreranno mezza Europa, ma le loro Mercedes, Bmw e Vw potranno permettersele solo loro. E gli evasori fiscali.
Un caro saluto e un buon fine settimana monetario

Gianfranco

giovedì 17 maggio 2012

Scacco matto in 4 mosse

Cari Amici,
il premio Nobel Paul Krugman ci invita al gioco dell'euro con una partita dal titolo: Euro, matto in 4 mosse. 
La prima: la sinistra greca vince le elezioni, rinnega i patti precedenti e la Grecia esce dall'euro già il mese prossimo.
La seconda: inizia la corsa alle banche in Spagna e Italia, con  tutti i disagi sociali e politici del caso.
La terza: si introducono misure per evitare l'export di capitali da questi due paesi e si finanziano le banche sotto stress con immissione di liquidità.
La quarta ha due soluzioni: o la Bce si assume il ruolo di banca centrale, stampa moneta a iosa per salvare i due paesi e rilanciare la crescita, Germania permettendo, oppure l'euro finisce.
Suggerisco due varianti a questo scenario. La prima è che il Fondo Monetario interviene pesantemente per salvare almeno l'Italia. Oppure che la Germania si rompe le scatole dell'euro e torna al marco. In questo caso l'euro sopravvive come  moneta debole dei Piigs. Meditate.
Un caro saluto e un buon fine settimana

Gianfranco

martedì 8 maggio 2012

Dilemma

Cari Amici,
ecco il dilemma in cui si trova stretto il cancelliere tedesco: l'uscita della Grecia dall'Euro non determinerebbe la fine della moneta unica europea. Lo afferma il capo di Fitch, Paul Taylor, spiegando che la Germania ha investito troppo nella sopravvivenza dell'Euro. «Se il marco tedesco venisse reintrodotto - spiega Taylor - si apprezzerebbe considerevolmente rispetto alle altre monete. L'export, il motore dell'economia tedesca, ne verrebbe a soffrire».
Allora, inflazione per accontentare gli europei in crisi, oppure austerità per poi soffrire in casa?
Un caro saluto

Gianfranco

Olimpiadi, tempo, calcio e altre amenità

Cari Amici,
dice il cancelliere tedesco: Hollande è il benvenuto, ma il rigore non si tocca. Allora, di che parleranno i due (o i tre, se Monti ce la farà ad inserirsi nel dialogo): del tempo, di calcio, delle Olimpiadi? Se è vero che la Germania intende far soffrire i Piigs prima di allargare i cordoni bella borsa, quanti altri suicidi saranno necessari per un nuovo corso?
Un caro saluto

Gianfranco

P.S. Vi chiedo scusa: nel post di ieri ho scritto che le consultazioni in Grecia passavano al Pasok. Non è vero, oggi tocca al secondo partito, Syriza. Dopo sarà la volta del Pasok.