Cari Amici,
gli analisti di Citigroup fanno sapere di attendere nei prossimi 2-3 anni un taglio del rating dell’Italia da parte di Standard & Poor’s nell’ordine di due gradini fino ad arrivare al livello “BBB-”. Le bocciature nel medio termine rifletteranno proprio l’incapacità del Belpaese di ridurre in maniera significativa il suo enorme debito pubblico. Una previsione quella di Citigroup decisamente allarmante perchè qualora venisse confermata, porterebbe il rating dell’Italia ad un passo dal livello “junk” ossia spazzatura. E con una valutazione del merito di credito di questa portata, sappiamo tutto quello che accade: gli investitori vendono su tutti i fronti, con massicci interventi da parte di fondi pensione e altri investitori istituzionali che si disfano di titoli ritenuti pericolosi.
Fantascienza a lungo termine, direte. Non tanto. Credo che i due-tre anni potrebbero ridursi a pochi mesi se passeranno i downgrading di Francia (in arrivo) e di Spagna. Occhio alla penna, dunque, e all'assoluta incapacità dei nostri vertici politici di far fronte alla situazione
Un caro saluto
Gianfranco
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venerdì 20 aprile 2012
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giovedì 29 marzo 2012
Ancora la Grecia
Cari Amici,
ci risiamo con la Grecia.
Standard and Poor's dice che il paese dovrà nuovamente ristrutturare il suo debito, prima o poi, ma dovrà farlo. Atene si è mossa con i creditori privati, ai quali doveva 206 miliardi di euro, con l'accordo di inizio mese: ne restituirà il 20 per cento circa tra 30 anni. Però ne restano 160 circa con i creditori pubblici: Fondo Monetario, Unione Europea e Stati diversi, tra cui l'Italia per 8 miliardi. Difficilmernte questi potranno ottenere più del 20 per cento concesso ai privati, perchè si aprirebbero cause in tutto il mondo: in questi casi i creditori di un fallimento sono uguali di fronte alla legge, non esistono i privilegiati e i chirografari. Così mentre all'orizzonte si stagliano i casi di Portogallo e Spagna non spariscono le nuvole della Grecia. Purtroppo dovremo tenercele ancora per molto tempo.
Un caro saluto
Gianfranco
ci risiamo con la Grecia.
Standard and Poor's dice che il paese dovrà nuovamente ristrutturare il suo debito, prima o poi, ma dovrà farlo. Atene si è mossa con i creditori privati, ai quali doveva 206 miliardi di euro, con l'accordo di inizio mese: ne restituirà il 20 per cento circa tra 30 anni. Però ne restano 160 circa con i creditori pubblici: Fondo Monetario, Unione Europea e Stati diversi, tra cui l'Italia per 8 miliardi. Difficilmernte questi potranno ottenere più del 20 per cento concesso ai privati, perchè si aprirebbero cause in tutto il mondo: in questi casi i creditori di un fallimento sono uguali di fronte alla legge, non esistono i privilegiati e i chirografari. Così mentre all'orizzonte si stagliano i casi di Portogallo e Spagna non spariscono le nuvole della Grecia. Purtroppo dovremo tenercele ancora per molto tempo.
Un caro saluto
Gianfranco
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