Cari Amici,
il crollo delle Borse di oggi è la reazione scontata dei mercati all'esito delle elezioni americane.
Wall Street tifava per Romney, uno di loro, e ha mal digerito la sua sconfitta. Credo si tratti di una reazione umorale a caldo, che prima o poi rientrerà. In fondo in fondo, Obama non persegue una politica ostile alla grande finanza e pianifica interventi industriali e sociali che danno forza alle tensioni inflazionistiche con la creazione di nuova moneta da parte della Fed. Così la nuova carta in circolazione crea masse di manovra per le grandi operazioni speculative. Attendiamoci dunque maretta nei prossimi giorni, poi si tornerà al quieto vivere. In ogni caso,
QUE VIVA OBAMA
Un caro saluto
Gianfranco
mercoledì 7 novembre 2012
Dopo il voto
lunedì 5 novembre 2012
Per Obama
Cari Amici,
vigilia di elezioni negli States.
Mi spiace pensare che le sorti del mondo siano legate in gran parte alle scelte dell'elettorato americano, che non brilla certamente per capacità di giudizio (vedi la doppia presidenza di Bush...) e per spessore culturale. Anche loro, ovviamente, si meritano i governanti che hanno.
Debbo dire, comunque, che un argomento che mi sta a cuore, l'inquinamento ambientale, è stato completamente evitato da Romney nel corso della sua campagna, mentre molto suoi supporter sono decisamente ostili ad ogni controllo delle emissioni di ogni genere. Dell'altra questione in ballo, il controllo della finanza, essendo Romney un finanziere d'assalto non credo arrivino freni di alcun tipo alla speculazioni assassine che depredano i più deboli. Infine, la politica militare degli Usa all'estero: quando Romney critica l'attuale amministrazione per gli scarsi investimenti militari e per il ritiro dal Medio Oriente, vedo in trasparenza le stesse decisioni di Bush legato alle industrie degli armamenti e del petrolio.
Per concludere, Obama forse ha deluso le attese, poteva e doveva fare di più, ma scegliere Romney significherebbe tornare indietro ai tempi di George W. Bush, il peggior presidente nella storia degli States. Spero che gli elettori americani lo abbiano compreso.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana
Gianfranco
vigilia di elezioni negli States.
Mi spiace pensare che le sorti del mondo siano legate in gran parte alle scelte dell'elettorato americano, che non brilla certamente per capacità di giudizio (vedi la doppia presidenza di Bush...) e per spessore culturale. Anche loro, ovviamente, si meritano i governanti che hanno.
Debbo dire, comunque, che un argomento che mi sta a cuore, l'inquinamento ambientale, è stato completamente evitato da Romney nel corso della sua campagna, mentre molto suoi supporter sono decisamente ostili ad ogni controllo delle emissioni di ogni genere. Dell'altra questione in ballo, il controllo della finanza, essendo Romney un finanziere d'assalto non credo arrivino freni di alcun tipo alla speculazioni assassine che depredano i più deboli. Infine, la politica militare degli Usa all'estero: quando Romney critica l'attuale amministrazione per gli scarsi investimenti militari e per il ritiro dal Medio Oriente, vedo in trasparenza le stesse decisioni di Bush legato alle industrie degli armamenti e del petrolio.
Per concludere, Obama forse ha deluso le attese, poteva e doveva fare di più, ma scegliere Romney significherebbe tornare indietro ai tempi di George W. Bush, il peggior presidente nella storia degli States. Spero che gli elettori americani lo abbiano compreso.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana
Gianfranco
domenica 4 novembre 2012
Il passato
Cari Amici,
mi dicono che Libera e Bella (al secolo Luca Cordero di Montezemolo) muoia dalla voglia di scendere in politica ma sia stato bloccato da un paio di avvertimenti.
Il primo dalla sinistra: con Montezemolo in politica si ripeterebbe il conflitto di interessi tra un imprenditore (vedi la sua Italo ferroviaria) e lo Stato. Grazie, con Berlusconi abbiamo già dato.
L'altro avvertimento, più insidioso e quasi ricattatorio, pare sia arrivato dalla destra, da alcuni poteri forti ripartiti tra banche e servizi. Qualcuno avrebbe fatto pervenire all'asprirante politico un promemoria sul suo presunto ruolo svolto in passato nel caso Locat/Barclays/Maiocchi avvenuto negli anni '80, un caso che provocò una perdita di 50 miliardi per alcuni contratti di leasing un pò pasticciati tra Locat e alcuni imprenditori piemontesi.
In pratica, la macchina del fango sarebbe pronta a funzionare e il buon Luca, non si sa se colpevole o innocente, ne avrebbe preso atto.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana
Gianfranco
mi dicono che Libera e Bella (al secolo Luca Cordero di Montezemolo) muoia dalla voglia di scendere in politica ma sia stato bloccato da un paio di avvertimenti.
Il primo dalla sinistra: con Montezemolo in politica si ripeterebbe il conflitto di interessi tra un imprenditore (vedi la sua Italo ferroviaria) e lo Stato. Grazie, con Berlusconi abbiamo già dato.
L'altro avvertimento, più insidioso e quasi ricattatorio, pare sia arrivato dalla destra, da alcuni poteri forti ripartiti tra banche e servizi. Qualcuno avrebbe fatto pervenire all'asprirante politico un promemoria sul suo presunto ruolo svolto in passato nel caso Locat/Barclays/Maiocchi avvenuto negli anni '80, un caso che provocò una perdita di 50 miliardi per alcuni contratti di leasing un pò pasticciati tra Locat e alcuni imprenditori piemontesi.
In pratica, la macchina del fango sarebbe pronta a funzionare e il buon Luca, non si sa se colpevole o innocente, ne avrebbe preso atto.
Un caro saluto e un buon avvio di settimana
Gianfranco
Etichette:
Barclays,
Berlusconi,
Locat,
Montezemolo
sabato 3 novembre 2012
Sincronia
Cari Amici,
la crisi economica sarà ancora lunga e difficile da affrontare. Secondo la cancelliera tedesca Angela Merkel «ci vorranno più di cinque anni per superarla, o forse anche più», mentre da noi il premier Monti dice di vedere la luce alla fine del tunnel. Allora o il tunnel è lunghissimo e Mario Monti ha una vista d'aquila, oppure la signora Merkel, che sino ad oggi non ha mai manifestato così apertamente il suo pessimismo, ha torto. Non credo a quest'ultima ipotesi. Penso invece che la crisi non sia arrivata neppure alla metà del suo percorso e che (ancora) non si siano trovate le ricette per curarla.
L'orizzonte è scuro (disoccupazione, debito, recessione) e ci si balocca con palliativi.
Un caro saluto
Gianfranco
la crisi economica sarà ancora lunga e difficile da affrontare. Secondo la cancelliera tedesca Angela Merkel «ci vorranno più di cinque anni per superarla, o forse anche più», mentre da noi il premier Monti dice di vedere la luce alla fine del tunnel. Allora o il tunnel è lunghissimo e Mario Monti ha una vista d'aquila, oppure la signora Merkel, che sino ad oggi non ha mai manifestato così apertamente il suo pessimismo, ha torto. Non credo a quest'ultima ipotesi. Penso invece che la crisi non sia arrivata neppure alla metà del suo percorso e che (ancora) non si siano trovate le ricette per curarla.
L'orizzonte è scuro (disoccupazione, debito, recessione) e ci si balocca con palliativi.
Un caro saluto
Gianfranco
Etichette:
Angela Merkel,
disoccupazione,
Germania,
Italia,
Monti
Iscriviti a:
Post (Atom)